WrestleMania, poche speranze per il 5 aprile

Da ormai alcune settimane, l’emergenza coronavirus è deflagrata al punto da costringere l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, a dichiarare la pandemia globale. Un problema nato in Cina, e che si è poi spostato in Italia, con il Belpaese divenuto l’epicentro europeo dell’epidemia. Adesso, anche l’America sta iniziando ad accusare il colpo. E naturalmente anche lo sport ne ha risentito. Qualsiasi torneo, competizione e attività è stata sospesa a data da destinarsi. Un contesto drammatico, nel quale sta ancora cercando in qualche modo di difendersi la WWE. L’apprensione è palpabile anche tra le alte sfere della più grande federazione di wrestling al mondo: ad oggi, infatti, WrestleMania 36 appare sempre più a rischio.

WrestleManiaLa trentaseiesima edizione di WrestleMania, il più grande e atteso evento di wrestling dell’anno, dovrebbe tenersi a Tampa, in Florida, il prossimo 5 aprile. Tuttavia, i timori legati al coronavirus, e le misure adottate per contrastarlo, potrebbero stravolgere questi piani. WWE si è già vista costretta a tenere a porte chiuse le recenti puntate di Monday Night RAW e di SmackDown, registrandole all’interno del Performal Center. Rendendo evidente come la mancanza del pubblico, componente spesso sottovalutata ma rivelatasi fondamentale, sia devastante per la buona riuscita di questo showbusiness. Per ora la WWE non ha ancora preso alcuna decisione ufficiale, ma sembra davvero difficile che WrestleMania 36 possa tenersi regolarmente a porte aperte.

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