Siamo sicuri che Inter e Milan vogliano giocare l’Europa League ?

Le sconfitte di Inter e Milan potrebbero pregiudicare l’accesso all’Europa League delle due milanesi, tra veleni e sospetti per lo scarso impegno.

La coda del campionato è sempre avvelenata da sospetti e da possibili risultati ‘biscottati’ che fanno infuriare tifosi e scommettitori. Un rituale ormai noto che accomuna le varie stagioni calcistiche e che costituiscono ormai un leit-motiv non solo dei campionati italiani. In questo senso, tutto il mondo è paese. Sorge una riflessione su un concetto espresso a Radio Radio da Fernando Orsi, ex portiere e adesso opinionista, che pone l’accento sul comportamento incomprensibile delle due squadre milanesi che hanno perso in malo modo le ultime sfide in campionato contro Empoli e Fiorentina.

‘Le milanesi – ha dichiarato Orsi ai microfoni della Radio – per quanto visto ieri, mostrano che sono le società a non voler andare in Europa League. Con la tournée estiva i cinesi guadagnano di più. L’altra cosa clamorosa che sta succedendo è il ritorno alla vittoria di Empoli e Crotone. L’Empoli in due partite ha fatto sei punti contro Fiorentina e Milan, secondo me sta succedendo qualcosa di incredibile’.

Alla luce dei fatti non è semplice dare torto all’ex portiere biancoceleste. Da tempo si sa che il marketing ha preso nettamente il sopravvento sui risultati sportivi. L’Europa League è stata spesso giudicata alla stregua di un imprevisto, una palla al piede da affrontare sempre bilanciando le risorse tecniche per onorare al meglio gli impegni in campionato. Per incassare i 20 milioni di euro assegnati dalla Uefa, bisogna vincere la competizione. Il premio di ingresso ammonta a 1,3 milioni di euro, mentre è di soli 200 mila euro il premio per una vittoria. Le semifinaliste incassano solo la ‘miseria’ di un milione di euro.

Cifre che di certo non costituiscono un appeal per le società che investono fior di centinaia di milioni di euro. Niente a che vedere con i 600 mila euro incassati a vittoria da chi gioca in Champions League e i 46 milioni di euro assegnati a chi la vince. Le tournèe in Cina non portano prestigio ma foraggiano le casse societarie, spesso prosciugate da investimenti che non sempre si rivelano fruttuosi. Kondogbia e Luiz Adriano docet.

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