Russia 2018, le pagelle di Italia – Svezia

Sono trascorsi pochi minuti, da quando siamo stati costretti ad ingurgitare l’ineluttabile quanto cruda realtà. L’ Italia è fuori dal Mondiale: nella prossima estate, in Russia, non potremo tifare per i nostri ragazzi, clamorosamente eliminati dalla Svezia nel beffardo spareggio. Andiamo dunque a dare i voti agli Azzurri in questo match di ritorno.

Buffon Italia EuropeiBuffon s.v.: Vogliamo assegnargli un 10 virtuale, una sorta di premio alla carriera. Perché sembra davvero un delitto il fatto che il portiere più grande che l’ Italia abbia mai avuto, e che forse sia mai esistito in tutta la storia del calcio, non possa prendere parte al suo sesto mondiale. Un addio amarissimo, tra lacrime e rimpianti, che però non intacca uno dei più grandi campioni del nostro sport.

Barzagli 6: Sembra andare un po’ in difficoltà, e in generale non è molto preciso ad impostare (come molti compagni, del resto), ma anche nel suo caso c’è un dispiacere enorme: parliamo, in fin dei conti, di uno dei tre campioni del mondo rimasti. Un addio, anche in questo caso, chiusosi nel peggiore dei modi. E il rammarico è gigantesco.

Bonucci 6: Più di voglia che di tecnica, cosa che ben si riassume nel gesto di lanciar via la maschera protettiva. Il pilastro dal quale l’ Italia dovrà ripartire, nonostante tutto.

Chiellini 6: Indomabile, la sua abnegazione è a dir poco esemplare. Anche il Chiello, che si avvia oramai verso le 34 primavere, sembra più di là che di qua. Peccato, avrebbe meritato molto di più.

Candreva 5: Lento, macchinoso, impreciso, non azzecca un cross che sia uno. Fra i peggiori in una serata in cui, invece, il suo piede educato sarebbe servito eccome. (Dal 75° Bernardeschi 5,5: Lo si vede davvero poco.)

Parolo 5,5: Anche qui una conferma di quanto di poco buono visto all’andata, nonostante stavolta offra un apporto maggiore nel gioco aereo: non a caso, in un’occasione, va anche vicino al gol. Per il resto, tuttavia, gioca una gara incolore.

Jorginho 5,5: Metti un vero regista nel centrocampo azzurro e finalmente l’ Italia riesce a girare, a mettere insieme un paio di passaggi. Ma la prestazione è forse fin troppo scolastica: ci si aspetterebbe qualcosa in più, qualche invenzione geniale “alla Pirlo” per intenderci, e una volta ci riesce pure, benché Immobile sprechi. Ma Pirlo, chiaramente, era un’altra cosa. Una carta, comunque, da sfruttare anche per il futuro.

Florenzi 6,5: Prima dell’inizio della gara canta l’inno di Mameli a squarciagola, giusto per far capire come sarà la sua partita. E in effetti lotta e corre come un dannato, come se ne dipendesse la sua stessa vita. Sfiora persino il gol che avrebbe cambiato tutto, ma il portiere svedese gli nega questa gioia. E alla fine, inevitabilmente, è tra i più delusi.

Darmian 4,5: A Stoccolma fu il migliore degli Azzurri, stavolta invece replica la prestazione al contrario. Nonostante il tanto spazio concessogli sbaglia praticamente tutto lo sbagliabile, e, complice una brutta botta, Ventura nel secondo tempo lo richiama in panchina. (Dal 64° El Shaarawy 6,5: Forse avrebbe dovuto entrare prima o addirittura giocare dall’inizio, quando gli spazi erano certamente più larghi. Peccato, perché in neanche mezz’ora offre una buona prova.)

Gabbiadini 5,5: La mossa a sorpresa dell’ Italia di Ventura, posto a giocare tra le linee avversarie nel tentativo di scompigliarle. In effetti alcuni inserimenti sono ottimi, ma purtroppo manca sempre la finalizzazione. Poco a poco si aliena dalla partita, ed esce tra tante delusioni. (Dal 64° Belotti 5: La forma non c’è, e purtroppo si vede benissimo.)

Immobile 5: Lotta in maniera nervosa, finendo per sprecare l’occasione più grande della partita. Al netto del campionato fotonico disputato con la Lazio, in questo doppio impegno è stato quasi disastroso.

Ventura 4: Una bocciatura non tanto per la gara di stasera, ove obiettivamente c’è stata anche tanta sfortuna, quanto per l’intera esperienza in azzurro. Suo malgrado entra nella storia, visto che riesce a fallire la qualificazione mondiale a 60 anni di distanza dall’ultima volta. Ma le colpe non sono solo sue.

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