Russia 2018, i numeri di un Mondiale da record

Il campionato mondiale di Russia 2018 si è oramai concluso ufficialmente, in una delle edizioni che, presumibilmente, molti ricorderanno come la più imprevedibile, divertente e sorprendente di sempre. A spuntarla, alla fine, è stata la Francia, che porta così a casa il secondo titolo iridato della sua storia. Un vero e proprio trionfo per i transalpini, che nell’ultimo ventennio calcistico sono emersi come una delle maggiori potenze del calcio mondiale. Dal 1998 ad oggi, in effetti, ha raggiunto ben sette finali nelle competizioni ufficiali FIFA, portando a casa l’oro in cinque occasioni: il Mondiale nel 1998 e nel 2018, l’Europeo nel 2000, e la Confederations Cup nel 2001 e nel 2003. Solo l’Europeo casalingo del 2016, e il torneo iridato di Germania 2006, sono mancati per realizzare questo en plein.

Russia 2018Ma Russia 2018 è stato anche il trionfo, ancora una volta, del grande calcio europeo, che nelle ultime quattro edizioni ha piazzato ben quattro compagini differenti sul tetto del mondo. Si tratta del miglior filotto di sempre per il Vecchio Continente nella più importante competizione calcistica.

Un Mondiale ben strano quello di Russia 2018, che ha visto proseguire l’infausta tradizione della squadra campione in carica eliminata al primo turno: la Germania, trionfatrice a Brasile 2014, ha infatti emulato la Spagna e l’ Italia, che, dopo aver vinto il titolo rispettivamente nel 2010 e nel 2006, sono poi state eliminate già durante la fase a gironi nel Mondiale successivo. Inoltre, era dal lontano 1966 che una finale non finiva con almeno sei gol realizzati, più precisamente 4 – 2: che è anche il risultato che si è verificato più volte nell’atto conclusivo di un torneo iridato. Ben quattro le occasioni: Uruguay 1930, Francia 1938, Inghilterra 1966 e Russia 2018.

Un Russia 2018 che ha fatto anche segnalare un clamoroso record, quello delle autoreti: addirittura dodici, con Mario Mandzukic che è stato anche autore del primo autogol di sempre in una finale mondiale. Ma, a livello individuale, ci sono stati anche dei record positivi: Didier Deschamps raggiunge infatti Zagallo e Beckenbauer, divenendo la terza persona nella storia ad aver vinto il mondiale sia da giocatore che da allenatore. Rafa Marquez del Messico raggiunge Carbajal, Matthaus e Buffon per maggior numero di convocazioni a un’edizione di un campionato mondiale, ben cinque (nel suo caso 2002, 2006, 2010, 2014 e 2018). Cristiano Ronaldo raggiunge Pelè, Seeler e Klose per numero di edizioni concluse con almeno una rete realizzata: ben quattro, rispettivamente 1 a Germania 2006, 1 a Sudafrica 2010, 1 a Brasile 2014 e 4 a Russia 2018. Gioie anche per il portiere egiziano Essam El-Hadary: essendo sceso in campo contro l’Arabia Saudita (match durante il quale ha anche parato un calcio di rigore) a 45 anni e 161 giorni, è il più anziano debuttante e giocatore della storia dei mondiali.

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