Roma, Dzeko ed Emerson al passo d’addio

Non è certamente un momento molto edificante, quello che sta attraversando la Roma da qualche settimana a questa parte. Il club giallorosso, infatti, è stretto in una morsa di crisi particolarmente ostica, che sta avendo pesanti ripercussioni in parecchi ambiti. Sul campo, innanzitutto, gli uomini di Di Francesco non riescono più a vincere, perdendo quindi quella continuità che aveva contraddistinto la banda capitolina nella prima parte della stagione: non a caso, nelle ultime sei gare, la Roma, peraltro già eliminata anche dalla Coppa Italia, ha conquistato appena 6 punti.

Dzeko RomaIl mercato, poi, ha fatto il resto: i bilanci in rosso, i conti da sistemare, la necessità quindi di vendere pezzi pregiati per rientrare negli investimenti. E così, tramontata, almeno per il momento, l’ipotesi di una cessione di Nainggolan in Cina, il sacrificato di lusso, alla fine, è stato Edin Dzeko. Una pedina insospettabile fino soltanto a qualche tempo fa, quando il bosniaco, peraltro capocannoniere della Serie A nella scorsa stagione, si era consacrato come una delle colonne portanti del club giallorosso.

Parliamo di pochi mesi or sono, con la Roma capace di strappare una clamorosa qualificazione agli ottavi di Champions League, mettendo in riga squadre blasonate come l’Atletico Madrid e il Chelsea. E invece, pare passato un secolo: e proprio i blues di Antonio Conte, a loro volta protagonisti di un momento difficile in Premier League, hanno individuato in Dzeko e in Emerson Palmieri i rinforzi più plausibili in vista di questa seconda parte di stagione.

Un esborso totale da circa 50 milioni di euro, più altri eventuali 10 di bonus. Cifre che fanno gola ad una Roma in difficoltà economiche, e che, così, con un Dzeko trentaduenne, potrebbe realizzare un’importante plusvalenza. Ma che, in questo modo, vedrebbe naufragare ulteriormente un progetto tecnico piuttosto confuso, in una sorta di campagna di indebolimento che sta allontanando sempre di più la Roma dai vertici del calcio italiano. Come, del resto, testimonia l’attuale quinto posto in classifica.

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