Reti inviolate tra Milan e Lazio, tutto rimandato al ritorno

È terminata a reti bianche, la sfida di andata delle semifinali di Coppa Italia tra Milan e Lazio, che, pur dando vita ad una sfida estremamente interessante, soprattutto nel secondo tempo, non sono riuscite a farsi male a vicenda. Un match capace di offrire diverse chiavi di lettura, soprattutto poiché avvenuto pochi giorni dopo rispetto a quello di campionato: in quel frangente è stato il Milan a prevalere, con i rossoneri che, in questo girone di ritorno, stanno decisamente crescendo rispetto a quello, più deludente, di andata.

MilanUna gara combattutissima al San Siro, ove la Lazio, per l’occasione, è riuscita a ritrovare il proprio giocatore principe: Ciro Immobile, attuale capocannoniere della Serie A, e vera e propria bestia nera del Milan. Non a caso, proprio lo “scugnizzo” ex Toro e Juve, nella sfida di andata di campionato castigò la compagine allora guidata da Vincenzo Montella. Altra squadra, altri tempi. E altri equilibri, decisamente.

Così, nell’interminabile giostra di occasioni, forse è proprio la banda di Gattuso ad avere quella più clamorosa: minuto 75, Cutrone (ancora lui) di testa costringe Strakosha al miracolo, mentre sulla ribattuta, a porta sguarnita, Calhanoglu spedisce incredibilmente oltre la traversa. Ma è solo una delle tante emozioni vissute in quel di San Siro, con Donnarumma, anch’esso, protagonista di alcuni interventi strabilianti. Come quello compiuto al 62° minuto proprio su Ciro Immobile, per una sera rimasto a bocca asciutta.

Un pareggio, insomma, che rimanda tutto alla sfida di ritorno, che si disputerà il prossimo 28 febbraio allo Stadio Olimpico di Roma. E che, inevitabilmente, non può che far felice il Milan di Gattuso, bravo a rinsaldare la fase difensiva e a mantenere la porta imbattuta in questa Coppa Italia. Da par suo, invece, nuova frenata per la Lazio, che a distanza di pochi giorni sbatte nuovamente sul muro rossonero. I biancocelesti, tuttavia, potranno giocarsi l’accesso alla finale fra le mura amiche dell’Olimpico.

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