Le prime indicazioni dell’ Italia di Roberto Mancini

Hanno oramai avuto termine le prime tre gare dell’ Italia sotto la gestione del nuovo commissario tecnico Roberto Mancini. Tre sfide amichevoli che ci hanno consegnato un bilancio praticamente perfetto: una vittoria, contro la modesta Arabia Saudita, poi una sconfitta contro la più probante Francia, e infine il pareggio olandese, nel derby fra le grandi escluse da Russia 2018.

Azzurri ItaliaMa, al di là del risultato, certamente le tre partite hanno anche fornito delle impressioni particolarmente interessanti a Roberto Mancini, l’uomo chiamato a risollevare le sorti azzurre dopo il catastrofico fallimento della mancata qualificazione ai prossimi campionati mondiali. Indicazioni, peraltro, ancor più interessanti per l’ Italia del post-Buffon, che ha salutato molti veterani per dare il via a un nuovo ciclo.

Effettivamente, nelle tre sfide amichevoli, si sono palesati tutti i limiti e le crepature, mentali ancor più che fisiche, che hanno portato l’ Italia a mancare clamorosamente la qualificazione a Russia 2018. Ma anche le potenzialità di un gruppo piuttosto giovane, e che, soprattutto contro l’ Olanda, ha messo in mostra un repertorio promettente per il prossimo futuro.

A cominciare dagli attaccanti, forse il più grande tallone d’Achille della gestione Ventura. Balotelli pare pronto a riprendersi la casacca azzurra, così come Simone Zaza, volenterosissimo nello scorcio di gara contro la banda d’oranje. Anche Belotti ha fornito alcune indicazioni da tenere in considerazione. Tre punte, oltretutto, a segno nelle tre gare: il tutto mentre si attende che Ciro Immobile, capocannoniere dell’ultima Serie A, si ristabilisca al meglio.

Anche gli esterni offensivi, in particolar modo Insigne e Chiesa, hanno offerto buone prestazioni. E in difesa, le prove dei vari Caldara, Rugani e Romagnoli, lasciano ben sperare per il futuro, ricordando che per quel ruolo, inoltre, saranno ancora presenti i veterani Chiellini e Bonucci. L’ Italia vanta inoltre dei portieri oramai pronti a raccogliere la pesante eredità di Buffon: Donnarumma, Sirigu e Perin, impiegati rispettivamente contro Arabia Saudita, Francia e Olanda, si sono dimostrati tutti all’altezza.

E mentre Mancini sembra aver individuato in Jorginho il proprio regista (unico giocatore a essere impiegato dal primo minuto in tutte le amichevoli), le perplessità riguardano le fasce difensive e gli altri centrocampisti. Zappacosta non ha fornito delle prestazioni memorabili, idem Criscito, che contro l’Olanda è stato anche espulso. Sulla mediana, i vari Cristante, Bonaventura, Pellegrini e Mandragora, sono parsi poco brillanti e incisivi. Sarà lì, presumibilmente, che il tecnico azzurro lavorerà di più.

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