Pjanic stempera le polemiche sul suo gesto con Tagliavento: ‘Episodio ingigantito….’

Pjanic si smarca dalle polemiche sul ‘cinque’ scambiato con Tagliavento, in una intervista rilasciata ad un quotidiano sportivo.

Il centrocampista della Roma, Miralem Pjanic, è finito nel mirino delle critiche per il ‘cinque’ scambiato con l’arbitro Tagliavento, che lo avrebbe ‘graziato’ non ammonendolo per un fallo su Linetty nella sfida di Marassi contro la Samp. Un gesto che ha fatto inviperire i tifosi delle rivali nella lotta scudetto e che avrebbe intorbidito ancora di più il clima già rovente innescato dalle recenti polemiche arbitrali. Intervistato da Tuttosport, il centrocampista bosniaco ha rispedito le critiche al mittente, negando ogni addebito: ‘ E’ pazzesco – ha sbottato Pjanic – come ogni dettaglio, ogni minimo dettaglio, se coinvolge la Juventus venga ingrandito al massimo. E’ pesante. Ed è anche triste. Perché non vengono riconosciuti fino in fondo i risultati che stiamo ottenendo: abbiamo vinto tante partite, stiamo dominando il campionato, abbiamo sempre giocato per vincere’.

Sulle polemiche relative al post Juventus-Milan, dopo il rigore assegnato ai bianconeri in zona Cesarini, Pjanic non ha dubbi: ‘Posso capire perfettamente la rabbia di prendere un gol al 95′ su rigore dopo essersi battuto per tutta la partita, però il rigore c’è e quindi di cosa stiamo parlando? Anche a noi quest’anno sono stati negati dei gol validi e dei rigori che c’erano, capita! Il nostro modo di prenderla è andare avanti. Quando sono arrivato mi hanno spiegato come la pensano alla Juventus. Qui ci dicono: andiamo avanti, fa parte del lavoro e del gioco, non ci lamentiamo, non facciamo casini. La società ha dato l’esempio quest’anno, non ha mai fatto polemica. A noi dicono: concentratevi in allenamento e la domenica in campo. E’ lì che bisogna parlare e dare le risposte’.

Il suo approccio in bianconero è stato quantomai felice, anche se il suo passato alla Roma pesa: ‘Quando ero alla Roma e vedevo la Juventus vincere, speravo sempre che perdesse e non succedeva mai. Ora ho capito perché: la società è solida, forte e anche i ragazzi non mollano mai niente, mai. Né in allenamento, né in campo: neppure un centimetro. E’ per questo che non perdevano punti! E’ una questione di mentalità, ogni giorno ti mettono in testa di preparare al massimo e bene la prossima partita, non si parla di nient’altro: solo della prossima partita. Sono dei killer. Dei veri killer… E devo dire che mi piace, mi piace questa mentalità, perché così riuscirò a togliermi grandi soddisfazioni’. .

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*