NBA, comanda Golden State. Houston ci prova, incognita Boston. Male i Cavs

I padroni dell’NBA? Sempre gli stessi. Superata la prima metà di questa regular season, il record migliore della Lega appartiene ancora ai Golden State Warriors, campioni in carica e per nulla intenzionati a mollare lo scettro. La corazzata di coach Kerr sta dominando la Western Conference nonostante in diverse gare abbia dovuto fare a meno ora di Steph Curry, ora di Kevin Durant, colpiti da alcuni piccoli acciacchi.

38 vittorie e solo 10 sconfitte per i gialloblu di Oakland, che guardano tutti dall’alto in basso consapevoli di essere ancora il team più forte. Una piccola crepa in questa convinzione può averla aperta la recente affermazione della diretta inseguitrice ad Ovest, gli Houston Rockets di coach D’Antoni, che sono finalmente riusciti a superare i Warriors (116-108) nel match disputato lo scorso 20 gennaio al Toyota Center. Basterà questa vittoria a far sì che i texani si avvicinino sempre più alla truppa di Kerr? James Harden è convinto di sì, e lo ha detto apertamente nella conferenza stampa post-gara: “I campioni sono loro, ma noi vogliamo arrivare a quel livello”. Staremo a vedere.

Saltando ad Est, notiamo che al primo posto in classifica ci sono i Boston Celtics. Un primato meritato, quello degli uomini di Stevens, anche se ultimamente le prestazioni della franchigia del Massachusetts stanno lasciando un pò a desiderare. Prima del successo di ieri allo Staples Center contro i Clippers, Boston aveva infatti incassato 4 sconfitte consecutive che avevano permesso a Toronto di accorciare il divario. Decisamente staccata Cleveland, nonostante le performance sempre all’altezza di LeBron James: basti pensare che nelle ultime 13 uscite i Cavs sono caduti per ben 10 volte.

Tra le sorprese delle ultime settimane ci sono senza dubbio i Miami Heat. Il team di coach Spoelstra ha inanellato una buona serie di risultati positivi ed è ora al quarto posto nella Eastern. Ad Ovest, invece, va segnalata l’ascesa di Minnesota (4°), malgrado la battuta d’arresto rimediata ieri sul parquet di Portland.

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