Milan, così non va: è una crisi senza fine

L’antipasto della trentesima giornata del campionato di Serie A, turno infrasettimanale che si disputerà proprio in queste ore, ha offerto due anticipi sicuramente molto interessanti, pur se per motivi differenti. I riflettori più importanti, senza ombra di dubbio, erano puntati sullo Stadio Giuseppe Meazza di San Siro, allorché i padroni di casa del Milan, contro l’Udinese, erano chiamati ad invertire una tendenza divenuta piuttosto infausta. Dopo un periodo di forma a dir poco straordinario, che aveva portato a inanellare una lunga striscia positiva, i rossoneri infatti erano incappati in due brucianti sconfitte: nel derby, contro l’ Inter, e pochi giorni più tardi contro la Sampdoria.

MilanDue KO davvero molto pesanti per il Milan, che sta così mettendo a repentaglio quanto di buono fatto fino a questo momento per raggiungere il più importante obiettivo della stagione: il raggiungimento del quarto posto, che garantirebbe l’accesso alla fase diretta della prossima edizione della Champions League. Contro l’Udinese, pertanto, gli uomini di Gattuso erano chiamati ad una sorta di svolta, per rilanciare così una corsa che sembra a portata di mano. Ma che, con un 1 – 1 che ha tutta l’aria di essere l’ennesimo passo falso di una stagione altalenante, potrebbe adesso complicarsi terribilmente.

Una gara sfortunata quella del Milan, che solamente nel primo tempo è stato costretto a rinunciare a due dei propri protagonisti: il portiere Gigio Donnarumma e poi il brasiliano Paquetà, entrambi infortunatisi e, pertanto, anche a forte rischio nella complicatissima trasferta di Torino contro la Juventus. A nulla è servito dunque l’ennesimo gioiello del bomber polacco Piatek, pareggiato nella seconda frazione di gioco dal gol di Lasagna, frutto dell’ennesima disattenzione dei rossoneri. La classifica, al momento, dice quindi che il Milan va a quota 52, un punto in meno rispetto all’ Inter (che però ovviamente ha ancora una gara da disputare, e pertanto potrebbe allungare), e 4 in più rispetto alla Lazio (che invece di partite deve recuperarne due) e all’Atalanta.

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