L’ultimo fallimento di “Super” Mario Balotelli

Verrebbe quasi da credere che ci sia una ragione specifica, una sorta di volontà fatale e ineluttabile, nel modo in cui Mario Balotelli sta gettando via tutte le occasioni concessegli, e se stesso con esse. Super Mario, come era stato ribattezzato ai tempi dell’ Inter riprendendo il nome del simpatico nonché baffuto idraulico videoludico di Nintendo, si sta ormai sempre più trasformando in una sorta di parodia caricaturale di se stesso. Peggio ancora, di una storpiatura: è incredibile pensare a come, nel giro di pochi anni, il ragazzo sia stato capace di fare a pezzi il proprio naturale talento, in una sorta di fermezza nichilista e autodistruttiva.

Balotelli MilanEppure l’ultima vita di Mario Balotelli al Nizza pareva essere cominciata sotto gli auspici migliori. Nella Ligue 1, campionato forse distante dalle maggiori vette del calcio europeo, e dunque probabilmente più adatto per ripartire, l’attaccante sembrava aver ritrovato il se stesso smarrito: cinque gol nelle prime tre partite di campionato, prestazioni convincenti e un atteggiamento apparentemente conciliante. Gli ingredienti ideali per una rinascita umana ancor prima che sportiva e calcistica, tanto che alcuni auspicavano già in un ritorno tra le porte della Nazionale Italiana quanto prima.

Poi il nuovo patatrac, l’inesorabile ricaduta nell’ego e nelle cattive abitudini. Le “balotellate”, l’arroganza e l’irriverenza che si trasformano in pochezza e trascurabilità. L’idillio coi compagni e con l’allenatore del Nizza pare essere ai minimi storici, e in effetti anche le statistiche danno ragione alla nutrita schiera degli anti – Balotelli: più espulsioni (2) che gol (1) collezionati nelle ultime otto gare di campionato. Numeri impietosi, che lasciano ben poco spazio ad ogni residuo tentativo di epica o di redenzione. Persino Mino Raiola, storico agente del calciatore, all’indomani dell’ultimo cartellino rosso rimediato dal suo assistito per aver insultato l’arbitro nel corso di Lorient – Nizza, si è espresso con dichiarazioni tutt’altro che travisabili: “Gli dovrò tagliare la lingua”, ha detto il noto procuratore tentando di sdrammatizzare.

L’ultimo fallimento di Mario Balotelli è forse il più grave, perché a quasi 27 anni, e con i disastrosi insuccessi al Liverpool e al Milan lasciatisi alle spalle, difficilmente qualcuno desidererà puntare ancora una volta su di lui. Un fallimento per tutti: per il calcio, per chi ci ha creduto e soprattutto per lui stesso. Che un giorno, forse, come l’ Imperatore decaduto Adriano, ripenserà con malinconia ai tanti treni che gli son passati davanti, e che ha volutamente lasciato andare.

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