L’addio agrodolce di Toni

La penultima giornata di campionato di Serie A vede sugli scudi quello che, a conti fatti, potremmo considerare come l’ultimo vero bomber italiano, il grande Luca Toni. Il centroavanti del Verona, infatti, contro la gloriosa Juventus campione d’Italia, ha timbrato l’ultima presenza della sua carriera: il classe ’77, infatti, campione del mondo in Germania nel 2006, si ritirerà a breve.

L’addio di Toni ha un retrogusto agrodolce, che sa di malinconico: l’attaccante emiliano, infatti, non è riuscito ad evitare la retrocessione della squadra veneta, alla quale ha però regalato almeno un’ultima gioia, riuscendo a sconfiggere la grande Juventus anche grazie ad una sua marcatura.

Toni ritiroToni, infatti, ha realizzato, con uno splendido cucchiaio, il rigore per il momentaneo 1-0. La Vecchia Signora, presentatasi al Bentegodi con una formazione pesantemente rimaneggiata tra squalifiche e infortuni, nella ripresa subisce anche la seconda rete, nell’occasione a segno il centrocampista Viviani. Rimasta in 10 per l’espulsione di Alex Sandro, Madama segna almeno il gol della bandiera grazie ad un rigore di Dybala. Da segnalare, all’85° minuto, la standing ovation per Toni, che esce dal campo salutando così il calcio giocato.

Non cambia nulla, intanto, per la lotta per il secondo posto, in quanto sia Roma che Napoli trovano la vittoria. I partenopei battono il Torino un po’ a fatica per 2-1, mentre i capitolini hanno la meglio sul Chievo Verona con un rotondo 3-0. Tutto rimandato, dunque, all’ultima giornata di campionato.

Nella volata salvezza, si registra la retrocessione matematica in serie B del Frosinone, sconfitto per 1-0 da un Sassuolo ancora in corsa per l’Europa League. Pomeriggio da incubo anche per il Carpi, non ancora retrocesso ma che si scava la fossa da solo, fallendo ben due rigori e non riuscendo a far nulla contro una Lazio che rimane in 9 uomini: il risultato finale di 3-1 per la squadra di Inzaghi favorisce il Palermo, che strappa un punto alla Fiorentina e che ora tiene saldamente in mano il proprio destino.

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