L’abbraccio commosso dell’Olimpico al capitano: l’addio di Totti alla sua gente

Il commosso addio di Totti alla sua Roma e la dichiarazione d’amore espressa dal capitano ai tifosi giallorossi.

‘Mi mancherai’ ha scritto Francesco Totti sul pallone, prima di calciarlo verso la curva. Cosi ha voluto metaforicamente dire addio al calcio e alla sua Roma in uno stadio sold out che ha gioito, riso e pianto all’unisono con il suo capitano di mille battaglie che ha messo da parte le armi per salutare la sua gente.

Una festa da libro cuore, un addio celebrato quasi come se fosse una star. Questa volta ha giocato un grande spezzone di gara con la maglia giallorossa, in un match che si è complicato maledettamente per la Roma che ha rischiato di vedersi strappare al fotofinish il secondo posto dal Napoli. Ci ha pensato Perotti a rimettere le cose a posto, segnando la rete del 3-2 che ha permesso di non annacquare nei rimpianti la festa di Francesco Totti.

Pallotta ha consegnato al capitano una maglia incorniciata, poi l’abbraccio di tutti i compagni, le lacrime sulle spalle della moglie Ilary, l’addio composto di un campione in tutto. Un campione di tecnica, di classe, di umiltà e di coerenza. Le lacrime sono scese copiose sul volto del numero 10. Poi la lettera d’amore ai tifosi, un cimelio che rimarrà per sempre scolpito nel cuore dei tifosi della ‘Magica’. Ecco il contenuto della lettera:

Totti‘E’ arrivato il momento. E devo dire grazie a voi, a tutti voi per questi 25 anni di vita insieme, con questa maglia, solo con questa maglia. In questi giorni ho letto tante cose su di me, tutte molto, molto belle. Ho pianto tutti i giorni, tanto, tanto e da solo. In questi giorni ho parlato con mia moglie, le ho raccontato i miei 25 anni vissuti con questa maglia, l’unica maglia. Abbiamo scritto una lettera per voi. Grazie a tutti, mamma, papà, mio fratello, mia moglie, i miei figli, gli amici. E’ impossibile raccontare 25 anni di calcio, non so come farlo. Vorrei farlo con una poesia, con una canzone… Lo so fare con il pallone. Maledetto tempo, che hai deciso. E’ quello stesso tempo che nel 2001… Oggi questo tempo è venuto a bussare sulla mia spalla: ora sei un uomo, levati scarpini e pantaloncini, non c’è più l’odore dell’erba, il gol… Ora sei un uomo. Perché mi sono svegliato da questo sogno? Ora è la realtà. Dedico questa lettera a tutti voi, a quelli che hanno gridato e ancora gridano Totti-gol. Ora è finita davvero, mi levo la maglia per l’ultima volta. Non sono pronto per dire basta, forse non lo sarò mai. La piego per bene. Scusate se non ho parlato in questo periodo. Spegnere la luce non è facile. Ora ho paura, non è come tirare un calcio di rigore. Non vedo cosa c’è oltre i buchi della rete, ora sono io che ho bisogno di voi, del vostro calore. Quello che mi avete sempre dimostrato. Ringrazio tutti, compagni, dirigenti, tecnici che sono stati con me 25 anni. I tifosi tutti, la Curva Sud, nascere romani e romanisti è un privilegio. Fare il capitano della Roma è stato un onore. Il mio cuore sarà sempre lì con voi. Ora scendo le scale, entro nello spogliatoio: mi ha accolto da bambino, lo lascio ora che sono uomo. Orgoglioso e felice di avervi dato tutto quel che potevo. Vi amo’.

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