La Roma è finalmente maturata

Quando, durante la scorsa estate, la Roma venne sbriciolata nel doppio impegno dei preliminari di Champions League contro il Porto, retrocedendo di fatto alla meno impegnativa Europa League, molti dissero che la stagione dei giallorossi era già parzialmente compromessa. In effetti in parte è stato così: al di là del prestigio di disputare una competizione internazionale così importante, la Roma perdeva anche diritto ad un ritorno economico tutt’altro che irrilevante, senza considerare anche il possibile contraccolpo del punto di vista emotivo.

Roma TottiAd oggi, col mese di febbraio ormai alle spalle e con una stagione che si appresta ad entrare nel suo massimo punto focale, le certezze della Roma paiono forti come non lo sono mai state nell’ultimo quinquennio, ossia da quando la Lupa è diventata una delle principali oppositrici della Juventus in vista della lotta Scudetto. La partita che simbolicamente rappresenta questa prova di maturità, in effetti, Nainggolan e compagni l’hanno disputata qualche giorno fa, contro l’ Inter di Pioli e del rientrante Mauro Icardi: con una prova superlativa e mai messa in discussione (al di là delle polemiche arbitrali, che non mancano mai), i giallorossi hanno consolidato il secondo posto in classifica, tendendo ancora vive le residue speranze per la lotta al titolo.

Eppure ogni presupposto, sul finire della stagione estiva, lasciava intendere che difficilmente la Roma sarebbe riuscita a riprendersi da un inizio così problematico, rendendo impronosticabile l’espressione calcistica ad alti livelli. Come si spiega, dunque, l’exploit dei capitolini guidati da Luciano Spalletti?

Proprio il tecnico giallorosso riveste un ruolo importante nella maturazione della Roma. Sia a livello tecnico, con l’esplorazione di vari moduli e alternative tattiche senza commettere l’errore di subordinare le risorse interne, sia soprattutto a livello psicologico, creando una mentalità che pare avvicinarsi sempre di più a quella di una grande squadra. “La Juventus va forte, è superiore in qualsiasi aspetto, ma vedendola e copiandola noi possiamo credere che ogni cosa sia possibile”, ha dichiarato l’allenatore capitolino recentemente, senza remore e senza alcun senso di inferiorità.

Proprio la psicologia è stato uno degli aspetti imprescindibili nella crescita della Roma, e l’elemento più emblematico, in questo senso, è Edin Dzeko: il bomber bosniaco, da oggetto misterioso dello scacchiere giallorosso, si è trasformato in vero e proprio attaccante di razza, che segna, fa segnare i compagni e aiuta la squadra nei momenti di difficoltà. Mentre il vero leader in campo della Lupa, senza ombra di dubbio, e Radja Nainggolan: il castigatore dell’ Inter è onnipresente in ogni porzione del campo, partecipa con efficacia ad entrambe le fasi, ha già messo a segno 12 gol in tutte le competizioni in questa stagione (suo record personale), e pare non volersi fermare. Non a caso in molti lo hanno già definito l’erede, in Serie A, di Arturo Vidal: un guerriero che non getta mai la spugna e che sa trascinare i compagni.

In più, prendendo sempre a modello la Juventus, ecco che all’orizzonte pare delinearsi sempre più la speranza per la realizzazione di uno stadio di proprietà. La ciliegina sulla torta, per una squadra che già adesso sta poggiando le basi per la Roma che verrà. O che, forse, finalmente è arrivata.

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