La parabola discendente di Maurizio Zamparini

Alla fine, è successo. Parafrasando un aforisma prelevato dalla recente trilogia cinematografica del celebre supereroe Batman, “o muori da eroe o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo”, verrebbe da dire che Maurizio Zamparini, alla fine, è riuscito ad esonerare persino se stesso. Lo storico ed eccentrico presidente del Palermo, dopo un ciclo durato ben 15 anni, ha infine ceduto il club rosanero, sollevandosi dall’incarico che ha ricoperto negli ultimi tre lustri.

Zamparini PalermoUna notizia che da una parte era nell’aria, ma che dall’altra tuona un po’ come un fulmine a ciel sereno, soprattutto perché giunta nella fase culminante della stagione. E, soprattutto, in un momento estremamente delicato: il Palermo dell’ormai fu Maurizio Zamparini, infatti, è terzultimo in classifica, distaccato di ben 7 lunghezze rispetto alla quartultima posizione occupata dall’ Empoli, e che vorrebbe dire salvezza aritmetica.

Sarebbe però ingiusto limitare la presidenza di Zamparini al solo momento che ha portato alla disastrosa stagione attuale, che con ogni probabilità culminerà in una retrocessione in Serie B difficilmente evitabile. In effetti, guardando a cosa il Palermo è riuscito a costruire dal 2002 a questa parte, è interessante vedere una parabola fatta di salite, discese, poi ancora risalite, di giri micidiali corsi a 100 all’ora, come un velocissimo giro sulle montagne russe. Una cavalcata che ha visto due retrocessioni in Serie B ma anche due promozioni in Serie A, con tanto di primo posto raggiunto nel campionato cadetto. E come dimenticare le posizioni di prestigio raggiunte nella massima divisione italiana, quei quinti e sesti posti che sono valsi la meritata qualificazione in Coppa Uefa?

Per non parlare, poi, dei tanti fenomeni susseguitisi con la casacca del Palermo sotto la presidenza Zamparini. Potendoli mettere insieme adesso, verrebbe fuori una formazione da capogiro, capace di dire la propria nelle zone alte di classifica: Dybala, Pastore, Cavani, Darmian, e poi ancora campioni del mondo del calibro di Barzagli, Toni, Grosso, Zaccardo, Amelia e Barone.

Un presidente, dunque, che è stato molto più delle polemiche, delle bizzarrie, dei 28 allenatori e dei 36 esoneri complessivi, e al quale, in qualche modo, saremo comunque grati. E che un giorno, magari, a chi gli chiederà chi sia, o chi sia stato, lui risponderà: “Eh, caro mio… io sono il fu Maurizio Zamparini.”

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*