La Fifa squalifica a vita un arbitro ghanese per aver concesso un penalty inesistente

Ecco la decisione della Fifa e le immagini del penalty concesso dall’arbitro Lamptey in Sudafrica-Senegal.

Una decisione che farà sicuramente discutere quella della Fifa che ha deciso di radiare a vita un arbitro ghanese reo di avere concesso un rigore inesistente. La partita incriminata sarebbe quella tra Sudafrica e Senegal valevole per le qualificazioni ai mondiali del 2018, nella quale l’arbitro Joseph Lamptey, nazionale ghanese, avrebbe decretato un penalty per un presunto fallo di mani commesso da Koulibaly, il poderoso centrale difensivo che milita nel Napoli. Le immagini documentarono la clamorosa svista arbitrale.

Il match poi si concluse con il successo del Sudafrica per 2-1 ed il rigore fu decisivo per l’esito della contesa. Il comitato etico della Fifa ha deciso di squalificare l’arbitro a vita perchè ha ritenuto che lo stesso abbia agito in malafede al fine di combinare il risultato. Secondo lo stesso comitato sarebbe stato violato l’art.69, paragrafo 1 del codice disciplinare Fifa che concerne proprio il tentativo di influenzare illegalmente il risultato della gara.

Per il momento la Fifa non ha voluto commentare l’accaduto e lo farà solo a sentenza definitiva. Si è proceduto all’assoluzione del guardalinee Laryea che sarebbe estraneo ai fatti contestati. Adesso la Fifa dovrà decidere se il match dovrà essere ripetuto o se il risultato dovrà essere omologato. Lamptey potrà ricorrere al Tas di Losanna per far valere le proprie ragioni, intanto si è aperto un dibattito tra gli addetti ai lavori in merito alla grave decisione della Fifa.

In passato, gravissimi errori arbitrali hanno indirizzato il risultato di gare dall’importanza capitale. Si pensi alle decisioni assurde di Byron Moreno in Corea-Italia o la svista arbitrale che convalidò la rete francese viziata da un clamoroso fallo di mani di Henry nella gara decisiva per le qualificazioni ai mondiali d’Africa e che estromise ingiustamente l‘Irlanda di Trapattoni. Uno scandalo che la Fifa non censurò in alcun modo.

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