Juventus pentacampione, il pagellone Scudetto

Due giorni fa, con la sconfitta del Napoli sulla Roma, la Juventus ha conquistato il suo quinto Scudetto consecutivo con addirittura tre giornate di anticipo: un’impresa davvero straordinaria, se si pensa a com’era iniziata male la stagione del club piemontese. Di seguito, proviamo a dare i voti ai protagonisti di questa incredibile cavalcata.

Gianluigi Buffon 10 – Sembra quasi un segno del destino che il primo della lista sia anche il migliore di tutti. Sì, perché il numero 1 della Juventus e della Nazionale, stavolta come non mai è stato l’eroe dello Scudetto. Passando dalla strigliata dopo la sconfitta col Sassuolo al rigore neutralizzato al 90° contro la Fiorentina, Buffon ha dato vita ad una stagione monstre, facendo ben capire per quale motivo molti lo considerino il portiere più forte di tutti i tempi. Strappato anche il record di imbattibilità della Serie A a Sebastiano Rossi, il portiere bianconero, a 38 anni suonati, non vuol saperne di fermarsi: c’è ancora una certa Champions League da vincere prima del ritiro…

Neto 6 – Chiamato in causa pochissime volte, il pur bravo portiere brasiliano non ha potuto mettere in mostra le proprie abilità: non è facile avere davanti un mostro sacro come Buffon…

Rubinho 6 – è riuscito nell’ardua impresa di collezionare un cartellino rosso pur senza mai scendere in campo. In ogni caso, il terzo portiere della Juventus conquista il quarto scudetto, a suo modo un record.

Andrea Barzagli 9,5 – Un mostro. La fotografia della sua stagione è lo scontro diretto nella gara di ritorno contro il Napoli, quando è stato capace di annichilire Higuain lasciando il terreno di gioco con il titolo di migliore in campo. A quasi 35 anni, il centrale toscano, lasciatisi ormai alle spalle i tanti guai fisici che hanno caratterizzato le sue ultime stagioni, è ancora adesso il miglior difensore del campionato italiano, e, probabilmente, anche uno dei migliori cinque in Europa: non a caso, nel suo periodo di maggior crisi, la Juventus si è appoggiata proprio a lui per superare il momento no e ripartire. Leader silenzioso di una retroguardia pressoché impenetrabile, campione dentro e fuori dal campo, contro l’Atalanta è tornato addirittura al gol: che volere di più?

Leonardo Bonucci 8 – Guardiola ha dichiarato che farebbe carte false per poterlo avere al Manchester City, e già solo questo attestato di stima basta e avanza per descrivere la sua annata. Dal punto di vista difensivo sembra migliorare di anno in anno (il salvataggio su Higuain nello scontro diretto contro il Napoli vale come un gol), mentre le sue capacità in fase di impostazione lo hanno reso, a ragione, il primo regista della squadra. Le Juventus lo considera incedibile, e a ben donde: come privarsi di un giocatore così, che pare aver ormai raggiunto la propria piena maturità calcistica?

Giorgio Chiellini 6,5 – Stagione sfortunatissima e costellata da infortuni quella del centrale bianconero, che però a suo modo ha contribuito positivamente al successo della squadra. Allegri spera di poter recuperare la sua grinta ed il suo carisma almeno per la finale di Coppa Italia.

Daniele Rugani 6,5 – Non è facile, per un ragazzo così giovane, entrare nei meccanismi di una squadra che, per lo stesso ruolo, può vantare alcuni dei difensori più forti d’Europa. Tuttavia, tolta la brutta prestazione nella gara di ritorno della semifinale di Coppa Italia contro l’Inter, Rugani ha acquisito via via sempre più sicurezza nei propri mezzi, collezionando diverse presenze condite da applausi. Può darsi che, con lui, la Juventus abbia l’erede di Barzagli già in casa.

Martin Caceres 6 – Anche qui, come per Chiellini, parliamo di un giocatore che ha avuto molta sfortuna con gli infortuni. Poche presenze, tutto sommato neanche negative, e l’ennesimo titolo vinto. L’esperienza bianconera con lui è probabilmente ai titoli di coda, ma il suo apporto, anche fuori dal campo, non è stato vano.

Stephan Lichtsteiner 7,5 – La grande paura di inizio stagione, che l’ha visto suo malgrado protagonista di un problema cardiaco che pareva poterlo estromettere dai campi di gioco per lungo tempo, è stata presto sostituita dalla consueta grinta ed esperienza. Utilissimo sia in fase difensiva che in quella offensiva, l’esterno svizzero, beniamino dei tifosi bianconeri, anche quest’anno si è rivelato assolutamente determinante.

Patrice Evra 7,5 – Un vero e proprio leader, sia dentro che fuori dal campo. Nonostante l’età ormai avanzata, il terzino francese, nello scacchiere bianconero, è stato senz’altro una pedina imprescindibile per la squadra, garantendo carisma e diventando uno dei grandi trascinatori della Vecchia Signora. L’unica pecca, quella mancata spazzata al 90° nell’ottavo di finale contro il Bayern: da uno con la sua esperienza, errori del genere sono assolutamente imperdonabili. Peccato, perché in caso contrario il suo voto sarebbe stato ancora più alto.

Alex Sandro 7 – Quando è arrivato alla Juventus la scorsa estate, per una cifra di poco inferiore ai 30 milioni di euro, molti sostenevano che il cartellino fosse costato troppo, e che il Porto avesse rifilato l’ennesimo “pacco”. Tuttavia, l’esterno brasiliano ha fatto ricredere tutti, acquistando nel tempo sempre più sicurezza e garantendo delle buonissime prestazioni. Vista la giovane età, è possibile che la sua carriera alla Vecchia Signora possa divenire felice e ricca di soddisfazioni.

Juventus campione d'ItaliaClaudio Marchisio 8,5 – La caratura del Principino, ormai, ha raggiunto livelli internazionali, tanto che, con gli addii di Pirlo e di Vidal, e con Pogba ancora vittima di diversi virtuosismi dovuti specialmente all’età, è stato proprio lui a prendere in mano le redini del centrocampo bianconero, ergendosi come uno dei leader della squadra. Giocatore dall’intelligenza straordinaria, quando è mancato, soprattutto a inizio stagione, la Juventus ha letteralmente brancolato nel buio. Un vero e proprio peccato che il terribile infortunio patito poche settimane fa lo estrometta da Euro 2016: l’Italia avrebbe avuto un disperato bisogno di lui.

Paul Pogba 8 – Le ombre della prima parte di stagione, dove alcuni suoi eccessi avevano causato l’irritazione dei tifosi bianconeri, hanno ben presto lasciato posto alle luci che lo hanno visto come uno dei protagonisti indiscussi della seconda metà del campionato, quando si è erto come uno dei grandi eroi della rimonta bianconera. Tanti gol pesanti quelli del nuovo numero 10 della Juventus, che a soli 23 anni ha ancora ampi margini di miglioramento.

Sami Khedira 8 – Il vero peccato, qui, sono stati i tanti infortuni, che hanno limitato il suo fondamentale contributo alla causa. Il tedesco, arrivato a parametro 0, è stato vittima di una integrità fisica che ha dell’irritante, se la si va a confrontare con il suo straordinario apporto sul campo. Normalizzatore del centrocampo bianconero, del quale ha recitato il ruolo di leader silenzioso, Khedira ha dimostrato di poter fare la differenza anche nel campionato italiano, tanto che, con lui in campo, la Juventus non ha mai perso. La speranza, ovviamente, è che dalla prossima stagione i guai fisici possano essere definitivamente superati.

Hernanes 5,5 – Arrivato più per fretta che per necessità vera e propria, il centrocampista brasiliano, pur vantando delle qualità indiscutibili, difficilmente resterà impresso nella mente dei tifosi come un giocatore fondamentale. Soprattutto, alla Juventus come all’Inter, non ha mai dato l’impressione di riuscire a trovare una propria dimensione: sia da regista che da mezzala, così come da mediano che da trequartista, non è mai stato realmente decisivo. Si è tolto la soddisfazione di vincere un campionato pur se da attore non protagonista, ma è possibile che la sua esperienza in bianconero sia già alla fine.

Stefano Sturaro 6 – Di lui ci si ricorderà soprattutto del gol del pareggio in Champions League nella gara di andata contro il Bayern, capace di regalare una meravigliosa illusione al popolo bianconero. È ancora giovanissimo e può migliorare, ma a questo punto deve cercare di compiere il salto di qualità.

Mario Lemina 6 – Anche qui abbiamo un giocatore la cui annata è stata costellata da troppi guai fisici. Quando c’è stato, comunque, le sue prestazioni sono state importanti, e perfino condite da due reti. È molto giovane, e Allegri, in questo finale di stagione, lo sta preferendo a Hernanes nel ruolo di vice-Marchisio: sarà sufficiente perché la Juventus lo riscatti in estate?

Kwadwo Asamoah 6 – Sufficienza prettamente politica per il centrocampista africano, vittima di una sfortuna infinita. Pochissime presenze (peraltro non memorabili) e tanti infortuni, che però finalmente paiono aver smesso di tormentarlo. Adesso ha tutto il tempo per trovare la forma migliore in vista della prossima stagione: nella speranza che, per il club bianconero, torni ad essere un vero e proprio giocatore.

Simone Padoin 6 – Il gol segnato al Palermo, dopo essere subentrato a pochi minuti dalla fine, ben descrive l’abnegazione di un calciatore letteralmente adorato dai propri tifosi. Certamente non un fenomeno, ma la sua versatilità, la sua correttezza e l’attaccamento alla maglia lo rendono un elemento sicuramente prezioso all’interno di una rosa così ben collaudata.

Roberto Pereyra 5 – Qui passiamo alle note dolenti. Non si capisce assolutamente cosa sia successo a questo giocatore, vittima di una involuzione inspiegabile, se si fa il confronto con le tante ottime prestazioni collezionate nella scorsa annata.

Juan Cuadrado 7 – Arrivato quasi a furor di popolo la scorsa estate, nonostante gli scetticismi di chi non ne comprendeva l’acquisto, l’ala colombiana è riuscita a ritagliarsi un ruolo di tutto rispetto nello scacchiere della Juventus, tanto che Allegri l’ha usato diverse volte: ed è stato ripagato con 4 gol, 6 assist e tante prestazioni di buon livello. Da un giocatore così talentuoso e potenzialmente devastante era forse lecito aspettarsi qualcosa in più, ma va detto che Cuadrado è riuscito anche a trovare una certa continuità, caratteristica che, in carriera, gli è spesso mancata, soprattutto nello sfortunato periodo al Chelsea.

Paulo Dybala 9 – Quando la Juventus, nella scorsa estate, lo prelevò dal Palermo con un investimento di circa 40 milioni di euro, più di uno storse il naso, sostenendo che fosse troppo giovane e inesperto per sostituire il partente Carlos Tevez. Il giovane attaccante argentino, tuttavia, nel tempo ha saputo conquistare tutti, segnando vagonate di gol importanti e uno più bello dell’altro (ben 20, finora), e segnalandosi come il talento più cristallino della Serie A. Ha le potenzialità per diventare un fenomeno, sta tutto a lui.

Mario Mandzukic 8 – Se, da un lato, dal punto di vista tecnico e tattico è stato Dybala il naturale sostituto di Tevez, dall’altra, per grinta e determinazione, il suo erede è senza dubbio Mario Mandzukic. È vero, non ha segnato tanti gol quanto tutti si aspettavano, ma ha mostrato un carattere da lottatore vero, e, nonostante anche la sua integrità fisica non sia stata propriamente eccezionale, il suo peso specifico è stato sicuramente importante.

Alvaro Morata 7 – Stagione non fortunatissima quella dell’attaccante spagnolo, che, chiamato a divenire un punto fermo della Juventus dopo la trionfale annata scorsa, si è in realtà visto relegato ad un ruolo da gregario, all’ombra dei due compagni di squadra sopra citati. Qualche polemica e nervosismo di troppo, tuttavia, non hanno minato del tutto la sua stagione, che, complice la giovane età, lo vede come un potenziale campione: Madama, ovviamente, spera di riuscire a trattenerlo dalle grinfie del Real Madrid, ma non sarà semplice…

Simone Zaza 6,5 – Il suo investimento non sembra essere stato ripagato del tutto, tuttavia ha collezionato qualche buona prestazione, condita da quello che, a conti fatti, può essere considerato il gol Scudetto (quello segnato al Napoli). Chiuso dai compagni di reparto, anche qui c’è qualche nervosismo di troppo, lato su cui dovrà migliorare ancora, se vorrà diventare uno dei protagonisti della Juventus.

Massimiliano Allegri 9 – Viene quasi da sorridere se si pensa che, a inizio stagione, dopo le prime 10 giornate di campionato, c’era chi voleva la sua testa. Il tecnico toscano, con sapienza e maestria, ha saputo orchestrare una rimonta che, a ottobre, sembrava assolutamente impensabile. Buona fetta di questo Scudetto, il terzo della sua carriera da allenatore, è anche suo.

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