L’ Italia del “Sarrismo” riparte dal tridente leggero

Pur non essendo riuscito a togliersi la soddisfazione di vincere un titolo importante, prima di migrare nella fredda Albione alla corte del Chelsea, è innegabile che l’impatto di Maurizio Sarri sul calcio italiano sia stato fondamentale. Non a caso, in onore dell’ex allenatore del Napoli, è stato recentemente coniato il neologismo del “Sarrismo”, che, tradotto sul rettangolo verde, è divenuto sinonimo di un gioco divertente ed efficace, votato più all’offesa che alla difesa, e ad uno spettacolo mai fine a sé stesso. Concetti, questi, che devono aver evidentemente convinto anche il nuovo commissario tecnico dell’ Italia, Roberto Mancini, dopo un inizio in punta di piedi.

Roberto Mancini ItaliaEffettivamente, le prime gare di Mancini sulla panchina dell’ Italia non erano state particolarmente entusiasmanti. Le scorie che hanno portato alla mancata qualificazione ai campionati mondiali di Russia 2018, e che in parte la selezione azzurra si trascina ancora adesso, non sono state definitivamente smaltite. Se, tuttavia, la situazione nello scorso mese di settembre pareva essere ancora in alto mare, le soluzioni adottate da Mancini nel doppio impegno contro Ucraina e Polonia paiono rappresentare una luce nel buio.

Analogamente a quanto Sarri fece, anche per necessità, con il proprio Napoli, Mancini ha infatti deciso di privare l’ Italia di una prima punta statica e pesante. Nessuna delle alternative provate nel ruolo, fino a questo momento, avevano sortito gli effetti sperati: i vari Belotti, Immobile, Balotelli e compagnia cantante, infatti, avevano sfigurato nelle recenti apparizioni con la casacca azzurra.

Perché, allora, non provare un cosiddetto “tridente leggero”, che tante fortune ha portato al Napoli nell’ultimo biennio? Un’ Italia partenopea, con Lorenzo Insigne al centro dell’attacco, in un terzetto completato da altri due giovani agili e tecnici, vale a dire Federico Bernardeschi e Federico Chiesa. Certo, i problemi non sono ancora del tutto risolti, ed occorrerà trovare più concretezza e cattiveria sotto porta da qui ai prossimi mesi. La strada, tuttavia, sembra essere quella giusta.

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