Italia, è ancora crisi: 1 – 1 contro l’Ucraina

Il primo dei due impegni della nazionale di calcio dell’ Italia, in una settimana che prevede un turno di pausa tra l’ottava e la nona giornata del campionato di Serie A, ancora una volta si è tramutato in una sorta di buco dell’acqua per i colori azzurri. Nulla da fare per Chiellini e compagni, nel match amichevole disputato contro l’Ucraina, per l’occasione, in quel di Genova. Sfida che, tra le altre cose, inevitabilmente ha chiamato corsi e ricorsi storici: basti pensare ai quarti di finale del campionato mondiale di Germania 2006, allorché gli uomini allora guidati dal commissario tecnico Marcello Lippi travolsero Shevchenko e compagni con un netto 3 – 0.

Leonardo Bonucci ItaliaUn’ Italia partita peraltro con una formazione piuttosto sperimentale, in un 4-3-3 che ha visto uno schieramento inedito di giocatori. Donnarumma ha difeso i pali della porta, protetto da un quartetto difensivo composto da Florenzi, Bonucci, capitan Chiellini e Biraghi. Sulla mediana, spazio alla regia di Jorginho, al ritorno di Verratti e al giovane Barella. Infine, tridente offensivo a sorpresa, senza prime punte: Chiesa, Bernardeschi e Insigne, quest’ultimo schierato in una posizione centrale.

Eppure, per un’ora di gioco l’ Italia ha messo in campo una prestazione pregevole, che sembrava rappresentare la classica luce fuori dal tunnel. Tante le occasioni collezionate dagli Azzurri, che agli inizi della seconda frazione di gara pervengono anche al meritato gol del vantaggio: tiro da fuori di Bernardeschi, la traiettoria insidiosa inganna un fin lì ottimo Pyatov e l’estremo difensore ucraino è sfortunato a deviare la sfera in porta.

Da lì in poi, tuttavia, complice anche l’uscita dell’attaccante juventino, l’ Italia subisce il prepotente ritorno dell’Ucraina, e in breve tempo subisce anche la rete del pareggio con Malinovskyi: dopo un batti e ribatti, il centrocampista del Genk gira la sfera là dove Donnarumma non può arrivare. Un’ultima mezz’ora di sofferenza per gli Azzurri, che sfiorano addirittura il tracollo con una traversa del solito Malinovskyi. Finisce così, 1 – 1.

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