Gli Europei delle lacrime

I Campionati Europei di calcio si sono ormai conclusi da qualche giorno, regalandoci, per la prima volta, la vittoria a sorpresa del Portogallo di Cristiano Ronaldo. Un trionfo davvero difficile da prevedere quello dei lusitani, che in qualche modo sono riusciti a vendicare la cocente delusione del 2004: in quell’occasione, infatti, da padroni di casa, Figo e compagni videro il sogno infrangersi in finale contro il muro eretto dalla Grecia. E, stavolta, nella tana dei transalpini, il Portogallo è riuscito nell’incredibile impresa di sollevare la coppa al cielo.

Son stati degli Europei davvero strani, che hanno visto l’affermazione di una nazionale, quella lusitana, capace di vincere una sola partita entro i 90 minuti: quella delle semifinali contro il Galles di Gareth Bale. Per il resto, gli uomini di Fernando Santos hanno collezionato quattro pareggi (Ungheria, Islanda e Austria ai gironi, e Polonia ai quarti sopraffatta solo ai calci di rigore), e due vittorie ai tempi supplementari contro Croazia (ottavi di finale) e Francia (finale appunto).

E sono stati degli Europei a dir poco atipici, quelli tenutisi nel paese transalpino, anche per tanti altri motivi. Un torneo, peraltro, più volte bagnate dalle lacrime, tutte di diverso sapore.

Buffon EuropeiDa Italiani, probabilmente non dimenticheremo mai la sensibilità di Buffon e di Barzagli, che, pochi minuti dopo la cocente eliminazione patita dalla Germania ai quarti di finale del torneo, si sono presentati davanti alle telecamere talmente delusi che le loro dichiarazioni sono state più volte rotte dal pianto.

E che dire del povero Darijo Srna? Lo sfortunato capitano della Croazia ha infatti perso il padre, malato da tempo, proprio durante la gara d’esordio degli Europei contro la Turchia. In tutte le gare successive, durante l’inno croato, il calciatore, evidentemente affranto dal dolore, ha sempre cantato piangendo a dirotto.

Ma le lacrime più significative, che in qualche modo sintetizzano questi Campionati Europei, sono state quelle piante da Cristiano Ronaldo nella finale contro la Francia: di dolore, disperazione e rabbia dopo appena pochi minuti dall’inizio della partita, quando è stato costretto ad abbandonare la gara in barella a causa di un infortunio. E di gioia e soddisfazione circa due ore più tardi, quando l’arbitro Clattenburg ha sancito la fine delle ostilità confermando il trionfo del Portogallo. Battisti avrebbe detto: “tu chiamale, se vuoi, emozioni”.

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