Il giorno più lungo di Ranieri, il re rinnegato

Nel calcio, come nella vita, ci sono favole che durano interi cicli, fatte di gloria e di soddisfazioni. E poi ci sono altre favole, forse più intense e più belle proprio perché inaspettate, ma che durano appena un battito di ciglia e che, al risveglio, lasciano un senso di vuoto e di malinconia. Le sensazioni che forse, da ormai qualche giorno a questa parte, sta provando anche Ranieri, passato ad essere da “King Claudio” di Leicester City ad un più sconfortante sovrano decaduto, spogliato del proprio potere e della propria autorità. Un re nudo se vogliamo, come avrebbe detto in tempi non sospetti il favolista danese Hans Christian Andersen.

Claudio RanieriLa parabola di Ranieri al Leicester City è stata tanto breve e fugace quanto, probabilmente, irripetibile. Il tecnico romano, autore di una delle più grandi imprese sportive di sempre durante la scorsa stagione, è stato infatti esonerato dall’incarico a seguito degli scarsi risultati ottenuti quest’anno, con le foxes a ridosso della zona retrocessione in Premier League e con un piede fuori dalla Champions League. Eppure, il ricordo ed il senso di gratitudine che ha lasciato è così ampio e forte che tutto il mondo del calcio gli si è stretto intorno, persino l’inaspettatissimo José Mourinho, un tempo acerrimo rivale e ora stimato collega.

Sembra lontanissimo in effetti il 2 maggio del 2016, quando, clamorosamente, al termine di una cavalcata entusiasmante ed inaspettata, il Leicester City si aggiudicò aritmeticamente il campionato inglese, sfatando ogni pronostico sfavorevole della vigilia. Gli antipodi totali, rispetto alla lettera che Claudio Ranieri ha pubblicato all’indomani del proprio esonero, dove, mestamente, con il consueto aplomb che lo ha sempre contraddistinto, ha parlato di “sogno morto”. Non mancando poi, ad ogni modo, di fornire i propri ringraziamenti a tutto il mondo Leicester, che da par suo difficilmente smetterà di amarlo dopo il miracolo sportivo compiuto nella scorsa stagione. E anche noi siamo sicuri che la sua impresa resterà scolpita per sempre nell’immaginario collettivo: una cosa che nessuno potrà mai esonerare.

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