Europa League, incubo Lazio: Salisburgo la rimonta, è fuori

Una tre giorni europea a dir poco indimenticabile per il calcio italiano, e purtroppo non del tutto in termini positivi. Una rimonta storica, quella della Roma sul Barcellona, e poi un’altra spenta solo sul più bello, quella della Juventus sul Real Madrid. E infine un’altra rimonta, ma al contrario, clamorosamente incassata dalla Lazio nel ritorno del quarto di finale di Europa League. L’impresa del Salisburgo verrà ricordata a lungo, ma allo stesso tempi l’ambiente biancoceleste dovrà porsi delle domande importanti per trovare le ragioni di questo incredibile tracollo.

Lazio ImmobileIl 4 – 2 realizzato allo Stadio Olimpico, per la Lazio, equivaleva ad una grossa ipoteca sull’approdo alla semifinale di Europa League. Ipoteca ancor più cementata al minuto 55 della sfida giocata in trasferta pochi minuti fa, allorché Ciro Immobile trova il gol del vantaggio: il parziale totale parla ora di 5 – 2, e un vantaggio di 3 reti, contro una squadra tecnicamente più modesta, sembra poter chiudere ogni conto.

Da lì, il black-out. Un disastro totale, un harakiri che si consuma in due fasi. Dapprima, l’immediato gol del pareggio del Salisburgo, giunto al minuto 56. Nulla pare poter compromettere la qualificazione, e in effetti nel quarto d’ora successivo la Lazio non solo riesce a proteggere la propria porta, ma anche a sfiorare il gol del raddoppio in contropiede: in un momento della gara in cui, peraltro, tornare nuovamente in vantaggio avrebbe probabilmente messo fine a tutto.

Poi qualcosa si spezza. Al minuto 71, il risultato è ancora sull’ 1 – 1. Al minuto 76, il Salisburgo si trova avanti per 4 – 1. 3 reti incassate in poco più di 4 minuti, un collasso a dir poco inspiegabile a questi livelli. E un’eliminazione incredibile, impronosticabile, che assottiglia ulteriormente la presenza italiana nel calcio europeo, adesso limitata alla sola Roma. Un gran peccato, che vede così anche sfumare l’improbabile ma comunque possibile sogno di una Supercoppa Europea dal gusto capitolino.

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