Euro 2016, il pagellone degli Azzurri

Euro 2016 si è ormai concluso, e noi proviamo a dare i voti ai nostri Azzurri, protagonisti di un ottimo torneo nonostante l’eliminazione prematura.

Euro 2016 top 11Buffon 8 – Un vero peccato che la sua esperienza ai Campionati Europei si sia conclusa così, senza poter avere l’occasione di sollevare la coppa al cielo neppure una volta nella sua straordinaria carriera. Tuttavia, Euro 2016 ha confermato ancora una volta, semmai ce ne fosse bisogno, che probabilmente è il portiere più forte di tutti i tempi: gli interventi prodigiosi su Piqué nel corso di Italia-Spagna e su Gomez nella sfida persa con la Germania, lo dimostrano. Così come il pianto inconsolabile nel post-partita dimostra la grandissima personalità e voglia di vincere di un capitano monumentale.

Sirigu 6 – Scende in campo nella sfida indolore con l’Irlanda, compiendo una grande parata ma subendo anche il gol della sconfitta, in cui è complice con una non impeccabile uscita.

Marchetti s.v. – L’unico a non giocare neanche un minuto.

Darmian 5,5 – Decisamente non il suo Europeo. Parte come titolare, tra i fedelissimi di Conte, per poi perdere il posto già nel corso della gara inaugurale con il Belgio, a scapito di un De Sciglio in ottima forma. Ha anche la sfortuna di sbagliare uno dei penalty decisivi contro i teutonici, presumibilmente stritolato dalla pressione. Ma è giovane, avrà l’occasione di rifarsi.

Andrea Barzagli Euro 2016Barzagli 8 – Le lacrime dinanzi alle telecamere in diretta mondiale fotografano non tanto il calciatore che è, ma soprattutto l’uomo che è: umile, disposto al sacrificio, attaccato follemente alla maglia azzurra e con un cuore grande così. In campo è costantemente uno dei migliori, semplicemente sontuoso e impressionante per consapevolezza e serenità, nonostante il caldo e l’età avanzata, secondo i malpensanti, potrebbero limitarlo. È stato il suo ultimo Europeo, e con ogni probabilità anche il suo ultimo impegno con la Nazionale Italiana: è veramente un peccato che sia andata a finire così, quando il sogno pareva a portata di mano.

Bonucci 8,5 – Ha confermato la piena maturità calcistica, che lo ha consacrato come uno dei migliori centrali d’Europa, se non addirittura dell’intero pianeta. Piedi educatissimi, personalità da vendere, dal punto difensivo non ha la stessa solidità dei due compagni juventini, ma compensa con una grandissima visione di gioco e con una intelligenza tattica notevole. Sarà il pilastro dell’Italia di Ventura.

Chiellini 8,5 – Reduce da una stagione sfortunata con la Juve, che lo ha visto suo malgrado protagonista di numerosi infortuni, si prende la rivincita mettendo a segno una prestazione più bella dell’altra. Insuperabile in difesa, il suo apporto è stato significativo anche in attacco: con la Spagna lascia il terreno addirittura con lo scettro di migliore in campo, dopo aver annichilito gli avversari e messo a segno il gol del vantaggio, mentre con la Germania si è procurato il rigore del pareggio. Fra i migliori Azzurri del torneo, senza dubbio.

Ogbonna 6 – Chiamato in causa solo nella sfida persa con l’Irlanda, non ha affatto sfigurato, mostrando anzi una invidiabile condizione atletica. Si sarebbe fatto trovare pronto in caso di necessità.

De Sciglio 7,5 – Ritrovato, e aggiungiamo un bel “finalmente”. Preferito a Darmian, il terzino milanista ha saputo mettere sul campo una personalità che fino a pochi mesi fa sembrava essergli estranea, solidificando la fascia sinistra insieme a Chiellini. Poco incisivo in fase offensiva, dal momento che non possiede le qualità adatte per saltare l’uomo, si è rivelato preziosissimo in quella difensiva, dove ha contribuito a non lasciar passare neppure uno spillo. La sicurezza di un veterano, insomma, anche dagli 11 metri. Anche per questo spiace che sia finita così.

Florenzi 6,5 – Il jolly di Conte. Duttilità e abnegazione sono dalla sua, e infatti, per compensare la mancanza di certe doti tecniche, mette in mostra con una corsa che pare animata da quattro polmoni. Pur se non efficacissimo in fase difensiva, il suo contributo è stato importantissimo, tanto che ha concluso diverse partite uscendo dal campo stremato.

Azzurri ItaliaCandreva 6,5 – Molto bene, finché c’è stato. Tecnicamente il giocatore più dotato degli Azzurri, contro il Belgio è stato una vera e propria spina nel fianco, l’incubo della fascia destra: suo, a tal proposito, l’assist a Pellè per il gol del raddoppio. Molto più sacrificata la gara con la Svezia, dove comunque ha offerto un contributo importante. Sfortunatamente per lui Euro 2016 è terminato lì: solo il cielo sa quanto ne avremmo avuto bisogno contro la Germania.

De Rossi 7 – L’uomo della trincea, o Mister Provvidenza, chiamatelo come volete. Persi Marchisio e Verratti per due brutti infortuni, Conte ha affidato all’ex Capitan Futuro della Roma le chiavi del suo centrocampo, e il mediano romanista non si è mai scomposto, rispondendo presente e mettendo sul campo una determinazione straordinaria. Un vero peccato averlo perso proprio nella gara più importante: chissà se le cose sarebbero andate diversamente, con lui in campo.

Parolo 7,5 – Che giocatore. Un lavoro spesso oscuro, silenzioso, a limitare le manovre offensive degli avversari. A tal proposito, è encomiabile il suo apporto nella delicata sfida con la Spagna, dove aliena il fuoriclasse Iniesta, mentre è addirittura da applausi nella partita contro la Germania, schierato per necessità in un ruolo non suo e rivelatosi provvidenziale. Nonostante un ottimo Euro 2016, tuttavia, ha dovuto alzare bandiera bianca ai calci di rigore, dove pure aveva trasformato il suo con freddezza.

Thiago Motta 5 – Uno dei più criticati della vigilia, ed effettivamente il terreno di gioco non ha migliorato di molto la situazione. Nell’inutile sfida con l’Irlanda, col numero 10 sulle spalle, parte da titolare, risultando però il peggiore in campo. Nelle altre gare gioca pochi spezzoni, perlopiù per addormentare i ritmi in situazioni di vantaggio. Ha saltato la Spagna per squalifica, forse più un bene che un male. Il peggiore degli Azzurri a Euro 2016

Sturaro 6 – Chiamato in causa tra lo scetticismo generale, mal digerito da certe tifoserie, e tra i peggiori nella sconfitta irlandese, Conte è costretto a gettarlo nella mischia nella sfida più importante, contro i rivali tedeschi. E il buon Sturaro, generosissimo, disinnesca il rischio della pressione, giocando con la personalità di un veterano e dando fondo ad energie insperate contro avversari ben più quotati. Ma purtroppo non serve a nulla.

Giaccherini ItaliaGiaccherini 7,5 – Il simbolo di questa Italia operaia, fatta di corsa, determinazione, cultura del lavoro, spirito di sacrificio e soprattutto cuore. In campo lotta come un dannato, cerca gli spazi, dialoga coi compagni, va al tiro, ripiega in difesa… insomma, fa di tutto. Compreso il primo gol della Nazionale Azzurra, contro il quotatissimo Belgio. Fra gli ultimi Azzurri a gettare la spugna.

Bernardeschi 5,5 – Provato contro l’Irlanda, dove però figura male. Nient’altro.

El Shaawawy s.v. – Scende in campo per pochi minuti, senza avere mai la possibilità di mettere in mostra le proprie capacità.

Insigne 6,5 – Il dodicesimo uomo dell’Italia a Euro 2016: Conte lo manda spesso in campo pur se per pochi minuti, e lui si fa sempre vedere restituendo alla squadra una certa freschezza in momenti di stanca. Fra i pochi Azzurri a segno nella fatale lotteria dei rigori: peccato sia andata così.

Eder 7 – Preziosissimo, e pensare che c’era chi non lo voleva neppure tra i convocati. Fedelissimo di Conte, si rivela indispensabile per il gioco azzurro, formando con Pellè una combinazione tutto cuore e pressing, tatticamente indigesta a tutti, vedasi Belgio e Spagna in particolare. Da cineteca il gol rifilato alla Svezia, che è valso la qualificazione agli ottavi di finale.

Pellè 7 – Dal punto di vista tattico è stato il principale riferimento della squadra, l’uomo designato tra gli Azzurri ad aprire le sponde per i compagni. Certo, i movimenti sono sgraziati, e i piedi son quelli che sono. Ma porta un contributo che, nella maggior parte dei casi, si rivela assolutamente benefico, e i due gol messi a segno lo dimostrano. Inutile dirlo, l’errore dal dischetto con tanto di sbeffeggiamento a Neuer è imperdonabile, ma non può intaccare la sua valutazione complessiva in questo Euro 2016, che sicuramente è positiva.

Immobile 6 – Insufficiente con l’Irlanda, come molti altri compagni. Nelle altre gare in cui viene chiamato in causa, si fa trovare pronto.

Zaza 5,5 – La sensazione è che la pressione abbia avuto la meglio su di lui: e non solo nell’episodio decisivo (il rigore fallito contro la Germania), ma anche contro l’Irlanda, dove ha toccato pochissimi palloni. È giovane e potrà rifarsi in futuro, e francamente non ce la sentiamo di bocciarlo esageratamente, ma a questo punto serve un definitivo salto di qualità.

Antonio Conte ItaliaConte 9 – Il vero fenomeno di questa Italia, forse addirittura il miglior allenatore di Euro 2016. La sua nazionale parte in sordina, fra mille perplessità, bistrattata tanto dalla stampa italiana che da quella estera: e lui, per non saper né leggere né scrivere, fa fuori il Belgio secondo nel ranking Fifa, annienta i campioni d’Europa in carica della Spagna, e con un centrocampo incerottato, tiene testa persino ai campioni del mondo della Germania, costringendoli ai calci di rigore al termine di una partita stoica. Stoica come i suoi Azzurri, forgiati nell’orgoglio, nella passione, nella cultura del lavoro e nella voglia di fare. Insomma, sarebbe stato davvero difficile chiedere di più, e la sensazione è che già così sia riuscito a tirar fuori dai suoi ragazzi più di quanto avessero davvero da dare. Peccato se ne vada così, ci mancherà tantissimo.

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