Il declino del Papero: Alexandre Pato finisce in Cina

Ci sono talenti calcistici capaci di esplodere e di valorizzarsi ai massimi livelli, e altri che, invece, dopo aver dato un breve assaggio delle proprie capacità finiscono per assottigliarsi. Uno dei casi più emblematici degli ultimi anni, in questo senso, è rappresentato dal brasiliano Alexandre Pato, stella cometa del Milan.

PatoPato, classe ’89, era giunto al Milan nell’agosto del 2007, ad appena 17 anni. Per un giovane così promettente e brillante, costato al club rossonero ben 22 milioni di euro per strapparlo dall’Internacional, c’era già chi si sfregava le mani. Il ragazzo, fin dalle primissime apparizioni, lasciava già trasparire un enorme talento, poi confermato nelle sue prime annate, disputate a suon di gol e di prestazioni sempre più brillanti. La stagione 2008-2009, in particolare, rimarrà forse la più esaltante della carriera di Pato: 42 presenze complessive con la maglia del Milan, 18 marcature, svariati riconoscimenti individuali come l’European Golden Boy ed il titolo di miglior giovane agli Oscar del calcio AIC 2009.

A partire dalla stagione 2011-2012, il crollo: da sempre vittima di una condizione fisica precaria, Pato vede il campo sempre meno, a causa di una interminabile serie di infortuni e di guai fra i più disparati. Nel gennaio del 2013, al termine di una trattativa dolorosa, il Milan decide così di far partire il Papero, che torna in Brasile, sponda Corinthias: la mossa giusta, secondo alcuni, perché in patria Pato avrà l’opportunità di tornare ai consueti livelli.

Tra il gennaio del 2013 ed il corrispettivo mese del 2016, in effetti, diviso tra Corinthias e San Paolo, Pato ritrova la condizione e i gol: sono 164 le partite ufficiali giocate in questo periodo, con tanto di 56 gol e di riconvocazione presso la Nazionale Verdeoro.

Desideroso di tornare nel calcio che conta, tuttavia, ecco la seconda delusione calcistica di Pato: in appena sei mesi al Chelsea, colleziona appena 2 presenze ed un inutile gol su calcio di rigore. La parentesi al Villarreal non va molto meglio: pur giocando con continuità, la forma non è delle migliori, e i gol sono pochi e raramente decisivi.

E così, alla fine, l’ultima spiaggia: Pato ha accettato la corte della Cina, approdando al Tianjin Quanjian di Fabio Cannavaro, che già qualche settimana fa aveva tesserato Axel Witsel. I più contenti di tutti, probabilmente, saranno gli spagnoli del Villarreal, che riceveranno dalla trattativa ben 18 milioni di euro.

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