De Laurentiis attacca ancora il Pipita: ‘Uomo di piccola cultura, i tifosi non sono stupidi…’

Aurelio De Laurentiis, intervistato da Bein Sports, ha commentato il dito contro puntato da Higuain nella sfida di Coppa Italia al San Paolo.

In una intervista concessa a Bein Sports, Aurelio De Laurentiis ha parlato di quelli che saranno i leit-motivi del mercato di giugno per il Napoli, tra rinnovi e trattative in corso con un occhio anche sul versante che riguarda il contenzioso con Higuain contro il quale ha pronunciato altre parole al vetriolo.

Il numero uno del Napoli ha rivelato di avere blindato il contratto del tecnico Maurizio Sarri apponendovi una clausola rescissoria da 8 milioni di euro, per dissuadere le possibili pretendenti: ‘Sarri ha un contratto che lo lega a noi per molti anni – ha dichiarato De Laurentiis a BeIn Sports – e ha una clausola penale che puó scattare tra una stagione, di 8 milioni di euro, che non mi sembrano pochi per andare ad allenare altrove’.

Il rinnovo contrattuale di Mertens invece potrebbe presentare un ostacolo rappresentato dalla moglie che vorrebbe allontanarlo da Napoli per ragioni sentimentali: ‘Credo che Mertens abbia il desiderio di rimanere qui, bisogna capire cosa pensa sua moglie. Se si risolveranno i problemi con lei, non c’è dubbio alcuno che resterà con noi e lo accoglieremo a braccia aperte’.

De Laurentiis ha rivelato di avere rifiutato un’offerta da 55 milioni provenienti dalla Premier League, sponda Chelsea, per il difensore Koulibaly: ‘Risposi a Conte che non si poteva dar via uno come lui, a meno che mister Sarri non mi avesse autorizzato la cessione dicendomi ‘Aurelio, vado bene con Tizio e Caio puoi dare via chi vuoi’.

Altre parole al vetriolo contro Higuain

Poi l’affondo contro il Pipita Higuain che gli ha puntato il dito contro nella sfida del San Paolo, quando realizzò la rete del vantaggio bianconero: ‘Mi indica col dito per assolversi davanti ai tifosi? Non sono stupidi, capiscono perfettamente. E comunque, se tu sei una persona di buon gusto e che conosce la storia, non puoi tradire la squadra dove hai giocato e dove ti sei affermato, per andare all’acerrima nemica di sempre, che è la Juve. Credo che sia una caduta di gusto, dove non c’entra più nè il presidente nè il fratello del giocatore, c’entra soltanto la sua cultura, che ha dimostrato di essere piccola‘.

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