Coppa Italia, le pagelle di Juventus – Milan

Si è conclusa pochi minuti fa la finale di Coppa Italia, che ha visto la Juventus sopraffare il Milan con un netto 4 – 0, valso alla Vecchia Signora la sua quarta affermazione consecutiva nella competizione. Una prestazione monumentale da parte dei bianconeri, mentre gli uomini di Gattuso sono stati autori di una prova infarcita di errori. Andiamo a dare le nostre personali pagelle ai protagonisti della serata.

Szczesny Buffon JuventusJUVENTUS

Buffon: 8 – Fa specie pensare che il suo giovane erede, dall’altra parte, sia autore di due errori a dir poco tragicomici, mentre il Gigi nazionale, a 40 anni compiuti, e al tramonto di una straordinaria carriera, sia tra i migliori in campo con alcune parate decisive. Irripetibile, mancherà molto al calcio italiano.

Cuadrado: 6,5 – Il nuovo ruolo da terzino ritagliatogli da Allegri sembra giovare molto alle accelerazioni del colombiano. Che, pur rivedibile in alcune coperture difensive, rimane preziosissimo nell’economia del gioco della Juventus, soprattutto quando si spinge in avanti.

Benatia: 9 – Due gol in una finale, per un difensore, non è materiale così comune. Ancor di più se accompagnato da una prova difensiva semplicemente perfetta. Ha preso il posto di Bonucci al centro della distanza bianconera, e a distanza di una stagione si può dire che la Juventus abbia vinto questa scommessa.

Barzagli: 6,5 – Serata tutto sommato senza troppi patemi, dove deve semplicemente limitarsi all’ordinaria amministrazione.

Asamoah: 6,5 – Solido e lucido sulla fascia sinistra, soprattutto in fase difensiva. In attacco si limita di più al compitino.

Khedira: 6 – Più prezioso di quanto un occhio poco attento lascerebbe presumere, soprattutto in fase di non possesso.

Pjanic: 6 – Il meno brillante della Juventus, parso in affanno già da tempo. Si limita ad orchestrare le proprie geometrie senza strafare, in una serata nella quale, comunque, non c’è bisogno del suo talento. E ciononostante, si rivela decisivo dalla bandierina, propiziando due marcature. (Dall’87° Marchisio: s.v.)

Matuidi: 6,5 – Due gambe e polmoni d’acciaio, ad infastidire il Milan in qualunque fase del gioco. Una presenza divenuta imprescindibile, nel centrocampo bianconero.

Dybala: 7 – Parte in sordina, trovando non poche difficoltà nell’inserirsi fra le fitte maglie rossonere. Poi, nei minuti iniziali del secondo tempo, inizia a premere sull’acceleratore, e non è un caso se in pochi istanti la Juventus fa sua la partita e la Coppa. (Dall’88° Higuain: s.v.)

Mandzukic: 6,5 – Pur non trasformandosi in un pericolo vero e proprio, fornisce un contributo fondamentale alla vittoria della Juventus. Lotta, tiene palla, vince i contrasti aerei. Preziosissimo.

Douglas Costa: 7 – L’uomo in più della stagione bianconera. E, naturalmente, mette il suo zampino anche in questa fondamentale vittoria, pur con la complicità di Donnarumma. (Dal 73° Bernardeschi: 6 – Entra a risultato praticamente acquisito.)

Allegri: 8 – In quattro anni alla Juventus ha vinto otto trofei, e tra pochi giorni, probabilmente, diventeranno nove. Cosa dire di più?

MILAN

Donnarumma: 3 – Fino al gol dell’1 – 0, ove non ha particolari responsabilità, si era prodigato in almeno tre occasioni. Poi, il patatrac: devia nella propria porta un non irresistibile tiro di Douglas Costa, e si lascia scivolare il pallone pochi minuti più tardi, regalando a Benatia anche il terzo gol. È l’erede annunciato di un certo signore che, dall’altra parte del campo, a 40 anni suonati, si prodiga in alcuni interventi sensazionali. E qualche brivido a questo punto inizia a correre…

Calabria: 5,5 – Tra i meno peggio di una serata horrorifica per la squadra rossonera. Prova a spingere e a metterci la spavalderia della gioventù, mentre in difesa non ha grosse responsabilità sui quattro gol subiti, pur faticando quando deve affrontare gli avversari

Bonucci: 5,5 – Vedere gli ex compagni sollevare la coppa proprio davanti ai suoi occhi non dev’essere stato proprio il massimo. Impotente, peraltro, anche in questo caso con poche responsabilità sul groppone. Ma, considerando che tre delle marcature bianconere sono arrivate sugli sviluppi di calci d’angolo, la sua elevazione in area è un po’ mancata.

Romagnoli: 5 – Meno sicuro rispetto alle altre maglie rossonere, soffre parecchio le scorribande dei vari Dybala e Douglas Costa. Inoltre si perde Benatia in occasione del primo gol.

Rodriguez: 4,5 – Una fra le maggiori delusioni del mercato milanista. Impalpabile nella fase offensiva, in difesa, se possibile, fa anche peggio, non riuscendo a contenere le folate della Juventus.

Kessié: 5 – Dov’è finito il bel giocatore ammirato all’Atalanta? Questo è, evidentemente, un suo gemello scarso: perde il duello fisico con Matuidi, che lo domina con il suo dinamismo. Nella fase offensiva è semplicemente ectoplasmico.

Locatelli: 5,5 – Anche in questo caso prova a mettere davanti la forza della propria gioventù, contro avversari ben più esperti che, però, riescono a sopraffarlo senza troppi patemi. Pochi minuti prima di lasciare il campo Buffon gli nega il gol della bandiera. (Dall’80: Montolivo: s.v.)

Bonaventura: 6 – Uno dei pochi a crederci e a provarci, fino a quando è costretto a gettare la spugna.

Suso: 4 – Recuperato in extremis e mandato in campo a furor di popolo, viene facilmente annichilito dai giocatori bianconeri, che disinnescano così una delle armi più pericolose della compagine rossonera. (Dal 68° Borini: 6 – Verrebbe da chiedersi perché Gattuso non l’abbia schierato prima: gioca con l’argento vivo, e sfiora anche il gol della bandiera.)

Cutrone: 4 – Vicinissimo al gol all’ottavo minuto, quando però calcia addosso a Buffon. La sua partita, praticamente, finisce lì. (Dal 62° Kalinic: 4,5 – Entra per dare una scossa ai suoi, ed effettivamente la mette dentro. Peccato però che lo faccia nella porta sbagliata…)

Calhanoglu: 4,5 – Altra grande delusione della serata. Quando si lancia nelle sue famose serpentine sembra anche in grado di poter fare qualcosa di pericoloso, ma finisce sempre per perdersi fumosamente.

Gattuso: 4 – Stasera il Milan ha offerto il peggio della sua gestione: errori catastrofici, tenuta mentale scarsa, poca concretezza in avanti. Bisognerà lavorare molto per migliorare, in futuro. Ovviamente, ammesso che lui ci sarà ancora.

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