Coppa Italia, l’ Inter vede i… ramarri verdi, ma passa

Dopo la grande paura, la gioia. Ma quanta fatica, per l’ Inter. L’ottavo di Coppa Italia, per la compagine nerazzurra, si rivela decisamente più ostico del previsto, merito di un Pordenone mai arrendevole ed estremamente determinato. I proverbiali sorci verdi, così, per una sera per la banda di Spalletti si trasformano in più improbabili ramarri neroverdi, riprendendo la mascotte e i colori sociali della formazione friulana, e fino all’ultimo secondo il match è rimasto in bilico.

Spalletti InterVa anche detto, a onor del vero, che molti dei titolarissimi dell’ Inter sono rimasti fuori dall’undici di partenza, e l’atteggiamento, soprattutto, non è mai stato molto convincente. Diversamente dal Pordenone, che invece, a San Siro, non ha proprio voluto saperne di recitare la parte della vittima sacrificale, e anzi è andato addirittura vicino al clamoroso gol del vantaggio in alcuni frangenti: al 31°, in particolare, è stato Padelli, per l’occasione schierato al posto di Handanovic, ad impedire a Magnaghi la gioia della marcatura personale, deviando sul palo un tiro insidiosissimo.

A partire dal secondo tempo l’ Inter ha cominciato ad alzare i ritmi, complici anche gli ingressi in campo dei vari Brozovic, Perisic e Icardi. Tuttavia, al netto di alcune occasioni ben confezionate, tra cui un palo colpito dall’attaccante argentino, il Pordenone ha ostentato una resistenza a dir poco stoica, costringendo i nerazzurri dapprima ai tempi supplementari, e in seguito ai calci di rigore, arrivando anche a oltranza.

Attimi di silenziosa tensione al San Siro, con la prima lotteria finita anch’essa in parità: tre tiri dagli undici metri trasformati, e due sbagliati per parte. Alla fine, è stato fatale l’errore di Parodi per i ramarri, mentre Nagatomo, l’uomo che non ti aspetti, ha trasformato il rigore decisivo dell’ Inter. Ma il Pordenone, pur nella delusione dell’eliminazione, può tornare a casa a testa alta, con la consapevolezza di aver sfiorato l’impresa. Diversamente da Spalletti, che difficilmente potrà dirsi soddisfatto, nonostante l’approdo ai quarti.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*