Continua la crisi nera del calcio italiano: è fuga dagli stadi e dalle pay tv

Non si ferma l’emorragia degli appassionati di calcio in Italia, ecco i dati preoccupanti sulla disaffezione degli italiani verso il mondo del pallone.

Il calcio ‘spezzatino’ con i calendari spalmati su più giorni, l’eccesso di partite in tv, gli scandali legati alle scommesse e le recenti polemiche sui rapporti tra delinquenza e società di calcio. Tutte polpette avvelenate servite agli appassionati di calcio, che si stanno rivelando sempre meno appassionati a tutto ciò che ruota attorno al mondo del pallone.

Una crisi che si riverbera, inevitabilmente, anche sulle presenze negli stadi della Serie A. Nei primi tre mesi di quest’anno la media degli spettatori a partita è notevolmente calata rispetto ai dati, già pessimi, dello scorso anno. E’ di 21.622 la media di spettatori a partita nel nostro campionato, una perdita secca di quasi un punto percentuale rispetto allo stesso rilevamento della scorsa stagione. La media stagionale è scesa del 2,7%, secondo quanto riportato dall’Osservatorio Calcio Italiano. Sorride solo l‘Inter che ha visto incrementate le presenze a San Siro soprattutto grazie agli ottimi risultati fatti registrare con l’approdo di Pioli sulla panchina nerazzurra.

Il match con il maggior numero di spettatori è stato Inter-Atalanta (59.359 spettatori) mentre quello con il minor numero di spettatori è stata la sfida del Sant’Elia tra Cagliari e Genoa.

Una crisi evidenziata anche dai dati Doxa, Fleed e Nielsen sul tifo in Italia, che sono stati pubblicati dalla Gazzetta dello Sport. Solo il 25,6% degli italiani ha dichiarato di avere visto almeno una partita nel 2017, contro il 27,1% del 2014. Le statistiche smentiscono coloro che giustificano le ragioni del calo con il tifo da poltrona. La crisi riguarda anche le pay tv i cui abbonamenti sono scesi dal 72,8% del 2014 al 68,5% del 2017.

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