Claudio Marchisio lascia il calcio giocato a 33 anni

Era una notizia nell’aria già da diverse settimane, e lo scorso giovedì 3 ottobre, presso l’Allianz Stadium della “sua” Torino, è arrivata la conferma definitiva. Claudio Marchisio appende gli scarpini al chiodo, e lo fa ad appena 33 anni, in una seconda parte di carriera maledetta e stritolata dai mille infortuni. Un addio malinconico per uno dei calciatori italiani più significativi degli anni ’10, tra i grandi protagonisti della rinascita della Juventus.

MarchisioProprio con la casacca della Juventus, Marchisio ha speso la quasi totalità della sua carriera: una stagione in B, tra il 2006 e il 2007, poi dieci anni tra il 2008 e il 2018. In mezzo, una felice parentesi ad Empoli, dove si fece le ossa con 29 presenze complessive e tante belle prestazioni, mentre il canto del cigno è stato recitato in terra russa, allo Zenit di San Pietroburgo: scampoli di partite, due marcature, di nuovo un brutto infortunio, stavolta l’ultimo.

Tutto compensato, però, dai tanti bei momenti trascorsi a Torino: lui, ragazzo del capoluogo con il sogno di giocare nella squadra del cuore, la Juventus. Una trafila lunga sin dalle giovanili, poi le soddisfazioni con la selezione maggiore: 389 presenze complessive in bianconero, condite da 37 marcature. Svariati i titoli vinti, dai 7 Scudetti alle 4 Coppe Italia, passando anche per le 3 Supercoppe Italiane (senza scordare il campionato russo vinto con lo Zenit, pur se non da protagonista). E anche le due finali di Champions perse, unico vero rammarico per Marchisio. Con la nazionale italiana, invece, il “Principino” è sceso in campo in 55 occasioni, andando a segno 5 volte. Ha collezionato un argento ai Campionati Europei (2012) e un bronzo alla Confederations Cup (2013).

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