Balotelli scalpita, ma Di Biagio lo ignora

L’ Italia, si sa, è un paese di 60 milioni di commissari tecnici, a maggior ragione da quando la Nazionale Azzurra è rimasta fuori dal treno che porta a Russia 2018. Una macchia che rimarrà certamente indelebile per la storia del nostro movimento: quattro volte campioni del mondo, un’affermazione europea, la consapevolezza di essere una fra le maggiori big calcistiche sul palcoscenico planetario. Il passato, insomma: il presente ci dice che bisogna ripartire, rilanciare, rifondare da zero. L’immenso Gino Bartali avrebbe detto: “l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare”. Ecco che allora, proprio in questo spirito, in molti hanno preso malamente l’ennesima esclusione di Mario Balotelli dalla Nazionale Italiana.

Mario BalotelliFra le tante convocazioni di Gigi Di Biagio, allenatore pro tempore quantomeno fino al prossimo giugno, in un interessante mix di giovani virgulti ed esperti senatori, manca infatti proprio il nome di Mario Balotelli. Predicato dai più alla vigilia delle diramazioni ufficiali, si può dire che la delusione, per chi ne aveva caldeggiato la candidatura, è stata palpabile. E difficilmente avrebbe potuto essere altrimenti, soprattutto se si prendono in considerazione i numeri che l’attaccante ha fatto registrare in questa stagione.

Mario Balotelli, infatti, con la casacca del Nizza, in tutte le competizioni, in questa annata ha già realizzato 22 marcature in 30 presenze. Giunto alla soglia dei 28 anni, il ragazzo ha finalmente dato l’impressione di essere maturato, di aver trovato una certa quadra. Eppure, pur con un bottino di gol così consistente, secondo solamente a quello di Ciro Immobile se si prendono in considerazione i bomber azzurri in questa stagione, Di Biagio ha preferito ignorarlo ancora una volta.

La sensazione è che, in realtà, considerando che il suo incarico difficilmente andrà oltre il mese di giugno, Di Biagio abbia voluto lavarsene le mani, scaricando l’arduo onere al commissario tecnico che verrà scelto in futuro: che si tratti di Mancini (che peraltro, ai tempi del Manchester City, ha già avuto dei trascorsi poco incoraggianti con Balotelli), Conte o qualcun altro.

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