Atletica: Medicina legale e Medicina dello Sport, a fare chiarezza è il Convegno a Cuneo

atletica-medicina-legaleLo scorso anno, diverse direttive ministeriali e alcune leggi regionali hanno prodotto una parziale confusione nell’ambito della medicina sportiva. Per questa ragione, l’Assessorato allo sport del comune di Cuneo ha organizzato un convegno dal titolo “La Medicina dello Sport è medicina legale? – La certificazione“, tenutosi il 20 novembre del 2014. L’obbiettivo principale era quello di mettere assieme avvocati, medici e specialisti del settore per arrivare a risposte chiare sul tema delle certificazioni e dei nuovi ruoli della medicina sportiva. Gli esperti riuniti a Cuneo hanno contribuito ad una migliore comprensione delle normative vigenti.

Il tema della compenetrazione tra la medicina sportiva e quella legale è particolarmente sentito, soprattutto in considerazione di fatti di cronaca avvenuti negli ultimi anni. Alcuni siti se ne occupano in modo costante attraverso notizie approfondite sulla tematica della Medicina Legale come avviene per il sito Abcsalute.it. Il convegno, sotto diversi aspetti, è stato un successo e ha riscosso una grande attenzione. Le conclusioni hanno portato a maggiore chiarezza nella definizione delle responsabilità e dei ruoli nell’applicare la medicina sportiva e a proporre nuove soluzioni che potrebbero, in futuro, razionalizzare i costi sociali della sua applicazione.

Gli avvocati presenti, esperti del foro di Cuneo, hanno sottolineato come le responsabilità debbano essere condivise tra i medici, le società sportive e gli atleti. Il risultato deve essere un percorso che trasformi la certificazione, da mera pratica burocratica a un insieme integrato di pratiche educative e preventive per tutelare chiunque pratichi attività sportive a scopo agonistico, non agonistico o ludico-ricreativo. Queste considerazioni sono in linea con i recenti sviluppi che stanno portando la medicina sportiva ad amalgamarsi sempre più con quella preventiva.

Sul piano pratico, sono emerse alcune indicazioni, per esempio quella di inserire l’elettrocardiogramma tra i requisiti minimi per valutare l’idoneità all’attività sportiva di bambini in età scolare. Inoltre, si è discusso della possibilità di formare personale “laico” per operare pratiche di primo soccorso e defibrillazione. Questo personale dovrebbe essere istruito tra coloro che già sono attivi nelle società sportive e negli impianti. I diversi casi di morte improvvisa durante lo sport, soprattutto a danno di giovanissimi, hanno contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica e gli specialisti su queste tematiche.

La grande attenzione e partecipazione al convegno di Cuneo è sintomatica dell’esistenza di problemi ancora aperti nel campo della medicina sportiva. La linea che è emersa, quindi, è quella di una integrazione sempre più forte tra i vari soggetti coinvolti. La prevenzione di abusi o di eventi tragici nel mondo dello sport richiede una sensibilizzazione crescente verso pratiche, come quella della certificazione, che in passato sono spesso state affrontate con leggerezza. Educare alla prevenzione e responsabilizzare tutti gli attori coinvolti sembra la chiave per arrivare a nuove e più precise regolamentazioni, soprattutto a livello regionale. 

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