Argentina – Italia, le pagelle degli Azzurri

Amaro esordio sulla panchina dell’ Italia per Gigi Di Biagio, ove, al termine di una prestazione anemica e deludente, la manifesta superiorità dell’Argentina ha inflitto due colpi dai quali gli Azzurri non sono più riusciti a riprendersi. Diamo dunque le nostre pagelle.

Di Biagio ItaliaBuffon: 6,5 – Criticatissimo alla vigilia, se l’ Italia riesce perlomeno a salvarsi da un’imbarcata il merito è suo: incolpevole sui gol, è decisivo in almeno quattro occasioni.

Florenzi: 6 – Una prestazione tutto sommato sufficiente, pur se inchiodata, perlopiù, sulla fase difensiva: Di Maria e compagni sono clienti scomodi, e l’esterno romanista, pur non senza difficoltà, in qualche modo riesce a contenerli. (Dal 61° Zappacosta: 5,5 – Spinge molto di più rispetto al compagno, ma non riesce a pungere davvero finendo anche per lasciare scoperta la difesa in occasione dei gol argentini.)

Bonucci: 6 – Tutto sommato positivo, generalmente attento nonostante gli avversari non siano esattamente gli ultimi arrivati. Prova anche qualcuno dei suoi famosi lanci, ma con i compagni poco propositivi c’è poco da sperare.

Rugani: 6 – Fra i meno peggio di una serata tutt’altro che indimenticabile per l’ Italia. Eredita la 15 di Barzagli senza farlo rimpiangere troppo, ma nulla può, anche a causa di alcuni errori dei compagni, sulle zampate vincenti della Seleccion.

De Sciglio: 6,5 – Probabilmente il migliore degli Azzurri. Tanta personalità, attentissimo sulle chiusure, dalle sue parti non passa praticamente nessuno. Di contro, fatica a dialogare con Insigne, e la spinta offensiva risulta molto scarsa.

Verratti: 5 – Il solito Verratti visto con la casacca dell’ Italia: scolastico, altalenante, raramente incisivo. Lo si è spesso giustificato per la giovane età, ma adesso che si avvia verso le 26 primavere, l’impressione è che le aspettative di una consacrazione stiano virando sempre più verso la soglia dell’eterna promessa non mantenuta. (Dal 71° Cristante: 5,5 – Venti minuti impalpabili.)

Jorginho: 4 – Di Biagio gli affida le chiavi del centrocampo, scelta che col senno di poi si rivela essere sanguinosa: al di là dei pochi guizzi, quel pallone perso al 75° minuto spalanca le porte alla vittoria dell’Argentina. Un’altra occasione persa. (Dall’86° Belotti: s.v.)

Parolo: 5,5 – Gara silenziosa, votata soprattutto al contenimento e al gioco senza palla, peraltro non sempre efficace: i funamboli argentini ne hanno di più, e riuscire a contenerli non è un’impresa semplicissima. (Dal 61° Pellegrini: 6 – L’impatto sulla partita è positivo, sfiora addirittura un gollonzo in scivolata. Da rivedere per le prossime occasioni.)

Chiesa: 6 – Tanta voglia di fare, ma finisce spesso per correre a vuoto, soprattutto nel primo tempo. Più incisivo in zona offensiva nella seconda frazione di gara, perlomeno fino a quando non lascia il campo. (Dal 61° Candreva: 5,5 – L’intesa con Zappacosta, anch’egli neoentrato, non è certo fra le migliori, e la mezz’ora in campo non offre molto all’ Italia.)

Immobile: 5,5 – Letale con la casacca della Lazio, impalpabile con quella dell’ Italia. Cerca di giostrare, talvolta pestandosi anche i piedi con Insigne, ma alla fine i tiri in porta restano a zero. (Dal 74° Cutrone: 5,5 – Entra nel momento sbagliato, quando i compagni cedono mentalmente e fisicamente alla superiorità degli avversari.)

Insigne: 4,5 – Insieme a Jorginho, il peggiore in campo. Pochi spunti, zero idee, gioca scolasticamente senza accendere i guizzi dei compagni, finendo egli stesso per divorarsi l’occasione più grande dell’ Italia.

Di Biagio: 5 – Semplicemente indecifrabile. Un’ Italia improduttiva, specialmente nella prima frazione di gara, ma bisogna inserire anche la situazione nell’intero contesto attuale, che è semplicemente disastroso.

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