L’apoteosi di Barzagli, ultimo grande difensore italiano

C’è un elemento preciso che accomuna i vari pezzi che hanno acconsentito all’incredibile rimonta della Juventus, capace nel giro di pochi mesi di riprendersi la testa di una classifica che, nelle prime nove partite di campionato, sembrava irrimediabilmente compromessa, di prendere vita, passando dalla striscia di 18 risultati utili consecutivi all’imbattibilità (peraltro ancora migliorabile) di 836 minuti fatta registrare in campionato da Gianluigi Buffon. O meglio, c’è un uomo: non un attaccante, protagonista sul prato verde fin dagli albori della storia calcio, e neppure un centrocampista, capace di illuminare il campo con la propria fantasia. È, invece, un difensore, ruolo meno decantato e a cui raramente è concesso di prendersi le luci della ribalta. Il suo nome è Andrea, ed il suo cognome è Barzagli: il fenomeno che la Juventus ha nuovamente riscoperto nel suo periodo di maggior crisi.

Già, perché “La Roccia”, questo l’affettuoso nomignolo, e mai ve ne è stato uno più adatto, che i tifosi bianconeri hanno affibbiato all’indistruttibile centrale toscano, ha trovato la forza di prendere per mano la Vecchia Signora dopo le illustri cessioni di Tevez, Pirlo e Vidal, ergendosi al ruolo di leader silenzioso e guidandola fuori dal cupo inizio di stagione, che pareva aver fatto sprofondare nel pantano ogni speranza di riconferma per quanto fatto di buono dalla Juventus nelle scorse annate.

Andrea BarzagliPulito, duttile, solido, tatticamente intelligente ed ineccepibile, dotato di classe e di un gran senso della posizione, quasi insuperabile nell’uno contro uno e fortissimo negli anticipi e nei colpi di testa, ciò che forse stupisce di più dell’exploit di Barzagli non è tanto la sua incredibile costanza di rendimento, capace di renderlo da almeno cinque anni il miglior difensore del campionato italiano (oltre che, probabilmente, uno fra i cinque più forti dell’intero panorama mondiale), e nemmeno la sua innata eleganza, che lo ha portato ad affrontare ogni sfida con umiltà, concentrazione, grande consapevolezza della propria forza e senza mai esprimere una parola fuori luogo. È, invece, il fatto che a maggio spegnerà 35 candeline: un’età nella quale molti suoi colleghi, anche ben più illustri, mostrano spesso degli evidenti segni di usura (si pensi ad esempio al Pallone d’Oro Fabio Cannavaro, che a seguito del trasferimento dalla Juventus al Real Madrid non fu più in grado di replicare le brillanti prestazioni ottenute nel 2006), mentre lui non mostra alcun cedimento, e anzi, pare migliorare sempre più, come il buon vino.

Sin dagli inizi della carriera, Barzagli si è sempre distinto come un discreto difensore, attento e ordinato, tanto che, nel periodo di permanenza al Palermo, a 25 anni appena compiuti, Marcello Lippi decise di portarlo con sé ai campionati mondiali di Germania del 2006, che videro gli Azzurri conquistare il loro quarto titolo iridato; torneo durante il quale, peraltro, l’Andreone nazionale, complici l’infortunio di Nesta e la squalifica di Materazzi, giocò parte degli ottavi contro l’Australia e l’intero quarto di finale contro l’Ucraina, ben figurando di fianco a capitan Cannavaro. Nel 2008 il passaggio al calcio che conta, in Germania, al Wolfsburg, dove, al primo anno, guidando abilmente il pacchetto arretrato del club tedesco, il centrale vinse un’insperata Bundesliga, tuttora l’unica mai conquistata dai Lupi in oltre 70 anni di storia.

Ma la consacrazione definitiva di Barzagli ad altissimi livelli avviene più tardi, col passaggio alla Juventus, datato al gennaio del 2011. Dato per finito, viene pagato quattro spiccioli, col senno di poi i soldi spesi meglio dalla dirigenza juventina del dopo-Calciopoli per rapporto qualità-prezzo. Dopo alcuni primi mesi abulici, l’avvento di Antonio Conte sulla panchina bianconera consente alla Roccia di formare un quartetto difensivo pressoché inossidabile, insieme ai compagni di squadra e di Nazionale Gianluigi Buffon, Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini. Un vero e proprio muro, sul quale il club piemontese ha costruito tutti i suoi successi più recenti: i quattro Scudetti consecutivi, le tre Supercoppe Italiane, la Coppa Italia e la finale di Champions League dello scorso anno, durante la quale proprio il centrale di Fiesole fu uno dei migliori giocatori bianconeri, nonostante la sconfitta maturata in campo contro il Barcellona dei fenomeni.

Adesso Barzagli sta vivendo la miglior stagione della propria carriera, ed è riuscito, nel corso di questi ultimi mesi, a strappare applausi a scena aperta, conquistando il cuore dei tifosi e ricevendo finalmente il rispetto e l’attenzione degli addetti ai lavori, che ne stanno giustamente tessendo le lodi. Capace non solo di cancellare Gonzalo Higuain, spauracchio del campionato italiano con i suoi attuali 26 gol in 28 partite, dalla gara forse più importante della stagione bianconera (il match scudetto che ha visto la Juventus superare di misura il Napoli, e durante il quale proprio il centrale italiano è risultato il migliore in campo), ma addirittura di tornare al gol dopo quattro anni siglando il momentaneo 1-0 contro l’Atalanta, la Roccia sta confermandosi come la pedina più imprescindibile dello scacchiere bianconero. Non a caso, proprio il suo ingresso in campo nella delicata partita di ritorno nella semifinale di Coppa Italia contro l’Inter, ha probabilmente evitato alla Vecchia Signora il tracollo definitivo nel torneo, restituendole un minimo di logica e di lucidità in un momento criticissimo; peraltro, proprio il difensore, pur non essendo un rigorista, grazie alla propria serenità d’animo si è preso la responsabilità di calciare il primo dei cinque tiri dal dischetto che hanno sancito il trionfo bianconero contro l’Inter, trasformandolo con sicurezza e consentendo di fatto ai piemontesi un insperato approdo in finale.

La Juve si gode Andrea Barzagli insomma, ultimo grande erede di una scuola difensiva capace di vantare campioni del calibro di Scirea, Baresi, Maldini, Nesta e Cannavaro, e che adesso purtroppo sembra non esserci più (nonostante le belle speranze riposte su Rugani e Romagnoli, che però non paiono all’altezza). A breve rinnoverà il contratto con gli attuali Campioni d’Italia fino al 2018, con buona pace delle varie squadre che speravano di tesserarlo a parametro zero, Milan e Fiorentina su tutte. E per la gioia dei tifosi bianconeri, che avranno così la possibilità di ammirare ancora il loro beniamino per qualche altra stagione.

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