Adriano, la triste decadenza di un Imperatore

La notizia delle condizioni nelle quali vivrebbe Adriano Leite Ribeiro, al secolo noto semplicemente come “Adriano”, ha intristito un po’ tutti gli appassionati e gli addetti ai lavori nel mondo del calcio. L’ex campione dell’Inter, infatti, che ha lasciato un vuoto non soltanto nel cuore dei tifosi neroazzurri, ma anche in quello degli amanti del bel calcio in generale, pare stia trascorrendo la propria vita a Rio, in una delle più pericolose favela della città.

AdrianoAdriano Leite Ribeiro è nato a Rio De Janeiro il 17 febbraio 1982. Un anno importante per l’Italia, che pochi mesi più tardi conquistò il proprio terzo titolo mondiale in terra spagnola. E proprio il Belpaese, con la sua Serie A, pareva essere entrato di prepotenza nel destino dell’attaccante brasiliano.

Notato dall’Inter agli inizi degli anni 2000, infatti, Adriano venne spedito a farsi le ossa dapprima alla Fiorentina, e in seguito al Parma. Dopo aver formato un tandem offensivo vincente con Adrian Mutu, altro giocatore “maledetto”, e messo a segno gol su gol, venne richiamato, nel gennaio del 2004, alla casabase neroazzurra.

Qui, Adriano si guadagnò l’appellativo di “Imperatore”: fisicamente potentissimo, veloce, inarrestabile in progressione diretta, e dotato di un sinistro a dir poco micidiale, in quegli anni felici pareva che nulla avrebbe potuto impedirgli, di lì a poco, di vincere tutto sia con la maglia dell’Inter che con quella della Nazionale Verdeoro.

In molti scommettevano già che ben presto avrebbe conquistato addirittura il Pallone d’Oro, tanto da convincersi che Adriano sarebbe diventato, di lì a poco, il vero erede di Ronaldo “Il fenomeno”. Anzi, persino meglio di Ronaldo, giocatore eccezionale ma talvolta fermato da una seria fragilità fisica.

Tuttavia, la fragilità di Adriano non era fisica, ma psicologica: e fu la prematura scomparsa del padre a disintegrare quel delicato equilibrio mentale. Da lì in poi è storia nota: gli abusi, l’alcol, svariate controversie. Dell’impero di Adriano non sono rimasti che cumuli di macerie. Uno dei più grandi talenti sprecati, gettati al vento tra mille rimpianti.

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